Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto schizzare il prezzo del petrolio, ma i passeggeri torinesi possono prenotare le vacanze estive con tranquillità. A dirlo è l'amministratore delegato dell'Aeroporto di Torino Caselle, Andrea Andorno, che, in audizione nelle commissioni Trasporto, Lavoro e Turismo del Consiglio Comunale, ha smorzato l'allarmismo delle ultime settimane.
Il carburante rappresenta il 30-40% del costo complessivo di un volo e oggi costa il doppio rispetto a prima del conflitto. "Tuttavia - ha spiegato - le compagnie aeree hanno assicurato contratti a prezzo più basso di quello di mercato".
Così facendo, nel breve periodo le compagnie aeree non sono soggette alle oscillazioni del prezzo del carburante, e aspettano che la guerra finisca o che si trovi un accordo che faccia tornare il costo ai livelli precedenti. "Il problema è che questa misura si esaurisce nel tempo - ha proseguito Andorno -. I nostri principali clienti hanno detto che hanno coperto l'80% della loro ipotetica attività quindi oggi possono continuare a volare ai prezzi che avevano deciso tempo fa. Mano a mano queste assicurazioni tendono a scadere e ci sarà un momento, a fine anno e a inizio dell'anno prossimo, dove saranno più scoperti".
Per il momento, quindi, non c'è da preoccuparsi, ma le cose cambieranno se la situazione non si smuoverà entro fine anno. Non tutte le compagnie si sono mosse alla stessa maniera, ma questo non interessa i voli torinesi: "Gli attori americani non si sono coperti e oggi pagano il doppio del prezzo - ha spiegato - ma da noi non sono presenti. C'è un po' di allarmismo".
Addirittura, Italia e Spagna hanno visto un aumento di passeggeri dall'inizio della guerra, forse perché percepiti come paesi sicuri. L'aeroporto di Torino, infatti, ha registrato il record di passeggeri mensili a marzo, superando il mezzo milione, e il mese successivo è stato l'aprile con i numeri più alti di sempre per lo scalo di Caselle.
Risultati, anni fa, inimmaginabili, che vedono la media sopra i 400 mila passeggeri al mese. La poca differenza tra le stagioni è spiegabile per via degli arrivi dei turisti in primavera e in inverno e dalla partenza dei torinesi e dei piemontesi in estate. "Abbiamo un tasso del +15% che ci posiziona come il più cresciuto tra gli aeroporti medio grandi in Italia" ha concluso Andorno.