Studenti e docenti hanno sfilato in corteo a Torino questa mattina contro la riforma degli istituti tecnici, ma non solo. Gli studenti sono partiti da piazza Arbarello, protestando contro tagli all'istruzione, una futura "leva" e spese militari.
Qualche migliaio di manifestanti per dire no alla riforma
Gli insegnanti e il personale scolastico si sono accodati - il piano era di partire da piazza Solferino, ma alla fine anche loro si sono ritrovati in piazza Arbarello -, chiedendo al ministro Valditara di ritirare la proposta e marciando insieme verso l'Ufficio Scolastico Regionale in corso Vittorio. Presenti, tra studenti e insegnanti, qualche migliaio di manifestanti.
La mobilitazione ha fatto parte della giornata nazionale di sciopero indetta da Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico Impiego e Cub Sur, con il sostegno della Rete Nazionale degli Istituti Tecnici. Manifestazioni analoghe si sono tenute in parallelo in più di trenta città italiane.
"La tecnica è cultura, non manovalanza"
Al centro della contestazione la cosiddetta formula 4+2: quattro anni di scuola con materie e moduli ridotti, seguiti da due anni di ITS Academy, nella maggior parte dei casi privati e a pagamento, depotenziando quindi l'offerta pubblica. "La tecnica è cultura, non manovalanza" e "La scuola forma persone, non lavoratori" i motti di questa mattina.
La tanto criticata alternanza scuola-lavoro, che negli anni ha visto continue proteste per incidenti, sicurezza carente e anche morti di alcuni studenti, è stata anticipata al secondo anno. Il personale degli istituti tecnici torinesi è in stato di agitazione permanente: sono già decine le mozioni di contrarietà alla riforma consegnate al Direttore Regionale Stefano Suraniti in occasione del presidio del 20 aprile scorso.
Spazio anche a Cuba, sostenuta con un intervento dai collettivi Cambiare Rotta e Osa, che hanno chiesto di allontanare dall'Italia il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, colpevole dell'embargo a Cuba che sta causando una crisi umanitaria sull'isola.
Raggiunto l'Ufficio Scolastico regionale
Alle 11:15 il corteo ha raggiunto l'Ufficio Scolastico regionale, blindato dalla Polizia e dai Carabinieri. Gli studenti hanno calpestato delle scatole rappresentanti guerra, leva militare, precariato e poi lanciato frutta marcia sulle scritte "riforma", "alternanza", "scuola-azienda". Lì accanto, successivamente, sono stati appoggiati i cartonati dei ministri Valditara e Bernini, rappresentati con un elmetto.
Inizialmente, il direttore dell'ufficio scolastico regionale Stefano Suraniti non ha voluto ricevere una rappresentanza sindacale degli insegnanti e della Rete Nazionale degli Istituti Tecnici. Alla fine, una delegazione è riuscita a consegnare un documento in cui si chiede di ritirare la riforma. Infine, il corteo si è sciolto poco alla volta a partire dalle ore 12.
La Lega attacca: "Non si può bloccare Torino"
“Se a qualcuno degli amministratori della nostra città sembra normale che per una protesta sindacale si blocchi il traffico cittadino in una giornata lavorativa, batta un colpo. Le stiamo vedendo davvero tutte da Lo Russo e soci: non basta il tema della sicurezza, adesso l’incapacità totale di gestire Torino è visibile anche dal modo in cui si perde il controllo su una manifestazione indetta contro la riforma degli istituti tecnici. Legittimo scendere in piazza per portare avanti le proprie idee, ma è evidente che per la parte che avrebbe dovuto interessare il Comune un criceto avrebbe saputo organizzare meglio la viabilità cittadina”: così in una nota Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Piemonte.