Attualità - 08 maggio 2026, 14:08

Da promessa a realtà: la NIDA inaugura la "Cittadella Bea e Stefania"

Il centro sportivo di via degli Ulivi prende il loro nome mentre avanzano i lavori della struttura dedicata a famiglie con bambini affetti da malattie rare

La pioggia della mattina non è bastata a spegnere l'emozione. Anzi. Perché sotto il cielo grigio di Torino, in via degli Ulivi 11, il sole sembrava battere nei cuori di chi si è ritrovato davanti a quella targa che da oggi porta un nome impossibile da dimenticare: "Cittadella Bea e Stefania".

Nel ricordo della 'bambina di pietra'

Un'intitolazione che vale molto più di una cerimonia ufficiale. È il primo 50% di una promessa mantenuta dalla NIDA a Beatrice Naso, conosciuta da molti come la "bambina di pietra", e a sua madre Stefania, scomparsa sei mesi prima della figlia. Una storia di dolore, ma anche di legami profondi e di una comunità che ha deciso di trasformare quella sofferenza in qualcosa di concreto.

Da oggi il centro sportivo affidato alla NIDA prende ufficialmente il nome di Bea e Stefania. Ma il progetto non si ferma qui. Subito dopo la cerimonia, infatti, i presenti hanno potuto vedere l'avanzamento dei lavori della palazzina che diventerà il cuore pulsante dell'iniziativa: uno spazio pensato per aiutare bambini affetti da malattie rare e le loro famiglie.

A ricordare il percorso fatto fino a oggi è stato il presidente della NIDA, Walter Galliano, che ha ripercorso l'incontro con Bea avvenuto nel 2013. "Abbiamo incontrato una bimba che ci ha donato i super poteri", ha raccontato, ricordando come da quella storia siano nate iniziative, collaborazioni e riconoscimenti importanti, dalle attività dei supereroi negli ospedali fino al sostegno arrivato anche da Disney per i progetti dedicati ai bambini ricoverati.

Le difficoltà affrontate in questi anni

Galliano ha parlato delle difficoltà affrontate in questi anni, tra ostacoli burocratici, costi crescenti e promesse che "la politica non sempre ha mantenuto". Ma ha anche ribadito che quel luogo rappresenta molto più di una struttura in periferia: "Qui abbiamo immaginato con la mamma di Bea una missione di speranza". E il traguardo, anche se non ancora completo, oggi appare più vicino. "Questa targa - ha aggiunto - ha bisogno di vedere i lavori completati per non restare soltanto una targa".

Tra i momenti più toccanti della mattinata, l'intervento della mamma di Stefania e nonna di Bea, Barbara Gariglio, che ha voluto ringraziare la NIDA per non essere mai venuta meno alle promesse fatte alla famiglia. "Con forza e dedizione la NIDA non è mai venuta meno alle promesse fatte, per noi questo è un valore che va oltre ogni parola", ha detto con commozione. E poi il ricordo del sogno custodito da Stefania: "Voleva creare un luogo d'incontro dove nessuno potesse sentirsi escluso. Bea e Stefania continueranno a vivere grazie a questo luogo".

"Da una vicenda dolorosa un aiuto concreto"

Parole cariche di emozione anche quelle del presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, che ha definito la giornata "davvero importante" per tutto il territorio, sottolineando come questa intitolazione dimostri che anche da vicende dolorose possa nascere un sostegno concreto per una comunità, ricordando il lungo percorso affrontato per arrivare fino a qui e le difficoltà vissute con risorse limitate.

Presenti alla cerimonia anche la presidente del Consiglio Comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, e l'assessore al Bilancio della Regione Piemonte, Andrea Tronzano. Entrambi hanno sottolineato il valore simbolico e concreto del progetto. Per l'assessore Tronzano, quello della NIDA è uno spazio "centrale", capace di trasformare una storia dolorosa in "un processo di speranza". La presidente Grippo ha invece parlato di una memoria che da oggi diventa pubblica e condivisa, ricordando il percorso dell'associazione dal 2019, anno in cui ottenne la concessione dell'impianto, e ringraziando una realtà che, ha spiegato, "ha innescato meccanismi virtuosi" sul territorio.

Tra applausi e occhi lucidi

La sensazione, tra gli applausi e gli occhi lucidi della mattinata, è che metà strada sia stata fatta davvero. L'altra metà, quella che porterà al completamento della struttura dedicata ai bambini con malattie rare, è ancora davanti. Ma oggi, in via degli Ulivi, nessuno sembrava avere dubbi sul fatto che quella promessa continuerà a camminare.