Il calciatore, il campione, l'idolo, l'uomo. Ha rappresentato tutto questo Roberto Baggio al Salone del Libro di Torino, in una sala Oro gremita di fan che l'ha accolto con calore e passione. Baggio ha presentato il suo nuovo libro "Luce nell'oscurità", scritto insieme alla figlia Valentina e al giornalista Matteo Marani.
"Non mi aspettavo questa accoglienza": esordisce così Baggio, dopo lo scrosciante applauso durante il suo ingresso nel padiglione. La solita umiltà, suo tratto distintivo che l'ha reso un mito per moltissimi italiani, insieme - ovviamente - alla maestria col pallone da calcio. "La vita mi ha insegnato che se non fossi stato umile non avrei fatto quello che ho fatto - ha raccontato - L'umiltà è un dono: non ti stanchi mai di imparare e ti fa crescere".
La parabola sportiva e personale del campione
Il libro ripercorre la vita del campione, sportiva ma anche personale e mentale, tra momenti belli e fasi difficili. Un libro che può anche aiutare a trovare la luce a chi si trova al buio: "Mi è stato chiesto di raccontare com'era stata la mia vita e il mio desiderio più grande è stato lasciare la mia esperienza, se poi questa può aiutare qualcuno a uscire da un brutto momento della vita ne sono felicissimo".
Ad aiutare Baggio è stata anche la religione, con la conversione al buddismo sul finire degli anni '80: "Se oggi sono qua - ha detto - è grazie a quello che mi ha insegnato il buddismo, è stata la mia luce nell'oscurità. Quello che succede nella vita può cambiarti nel bene o nel male, ma abbiamo delle capacità dentro che spesso non riusciamo a tirare fuori, ci sottovalutiamo. Gli ostacoli sono un mezzo per farci trovare più forti".
L'affetto della sala emerge ad ogni intervento, tra applausi e risa. "Anch'io" gridano in molti, in risposta allo scrittore Marco Missiroli che ha detto: "Ho conosciuto Roberto un'ora e fa e giuro che ci andrei al bar insieme".
Papà Roberto raccontato dalla figlia Valentina
"Riportaci ai mondiali" urla qualcuno, mentre alla domanda "Com'è il papà Roberto?" qualcun'altra risponde: "Fantastico! Negli ultimi anni abbiamo legato molto - ha raccontato la figlia Valentina - quando ero piccola a volte mi è mancato e stiamo recuperando".
È grazie a lei se il libro è diventato un racconto, dalla raccolta di foto che doveva essere inizialmente: "L'idea è venuta a me e all'editore - ha spiegato - per non sprecare un'occasione e raccontare il papà umano e dell'incoraggiamento che vuole lasciare con la sua storia".