Taglio del nastro per il 38° Salone Internazionale del Libro. Ad aprire l'inaugurazione è stato Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino città del libro: "Vorrei che fosse il Salone degli editori, un mestiere difficile, che mette insieme competenze diverse in un mercato che cambia rapidamente. Mi chiedo perché continuino a farlo: si spiega con un desiderio anche ostinato di costruire cultura, scoprire autori, provare a cambiare le cose".
“È una gioia cominciare - ha commentato la direttrice Annalena Benini - Vorrei ridurre il Salone alla sostanza: è la festa dei libri e delle persone che li scrivono. Cosa fanno gli scrittori? Dedicano la vita alla costruzione di un tempo bello per gli altri, un tempo di felicità che è il tempo della lettura. Che questi cinque giorni siano la creazione di un tempo bello per voi”.
L'augurio inviato da Papa Leone
“Copiosi lumi celesti su tutti i visitatori del Salone” è staro l’augurio invitato dal Santo Padre, Papa Leone XIV. “Dialogo e confronto saranno al centro dei prossimi cinque giorni. Se c’è una cosa che i libri mi hanno insegnato è che ai sistemi complessi, non si può rispondere con risposte semplici. Confronto e dialogo sono soluzioni per evitare risposte semplici come la guerra” ha aggiunto Alessandro Isaia, Segretario Generale Fondazione per la Cultura Torino.
“Il Salone è un momento di valorizzazione dell’editoria, soprattutto di quella indipendent,e che qui trova visibilità e incontro con il pubblico al pari delle grandi case editrici. Ma è anche un luogo sacro delle idee nella dialettica e nel rispetto reciproco. È un patrimonio prezioso che legittima la grande attenzione delle istituzioni. Penso ai bambini che vivono situazioni di conflitto quando le istituzioni con il Circolo dei lettori apre le biblioteche scolastiche, perché la cultura è un dono a tutta la comunità, con le parole si possono ricostruire ponti tra Paesi oggi distanti. Riconosciamoci fratelli e sorelle sotto la cultura”, ha dichiarato Maurizio Marrone, Vice Presidente della Regione Piemonte. “Sarebbe bello individuare un luogo in omaggio di Rolando Picchioni all'interno del Salone, magari in vista dei 50 anni della kermesse”.
La scelta de 'Il mondo salvato dai ragazzini'
Il presidente della Fondazione Circolo dei lettori, Giulio Biino, si è soffermato sul titolo dell'edizione di quest'anno: "Per capire cosa voglia dire 'Il mondo salvato dai ragazzini', ciascuno dovrebbe indossare gli occhialini magici che ci consentono di vedere il mondo con gli occhi dei ragazzini. Vedremmo un mondo dove non ci si aspetta di confrontarsi con dei maestri ma con degli educatori. Dove gli adulti siano credibili. Dove cultura significa libertà. Adulti che dicano 'Io ti prendo sul serio'. Capiremmo che fare cultura non è insegnare qualcosa ma credere in qualcuno, e quel qualcuno salverà il mondo".
"Il mondo del libro è vivo, resiste bene, è un'industria robusta ma fatta di soggetti fragili - le parole di Innocenzo Cipolletta, presidente Associazione Italiana Editori - Abbiamo superato il COVID, i ragazzini leggono più dei genitori e resiste alle tecnologie. Ma i soggetti sono fragili perché gli autori non possono vivere solo dei loro testi, i piccoli editori affrontano un mercato difficile, librai hanno costi importanti. Il mercato del libro necessita di politica e di attenzione del pubblico. L'algoritmo pensa di sapere cosa vogliamo leggere mentre il Salone è luogo della meraviglia, dove si trova anche quello che non si condivide".
Lunghi applausi da parte del pubblico per l'intervento dell'assessore regionale dell'Umbria Tommaso Bori, Regione ospite di questa edizione. "Per fare in modo che i ragazzini salvino il mondo bisogna prima salvarli noi. Salvare il bambino che nella più grande democrazia del mondo viene arrestato dall'Ice di Trump. Come le 20 mila ragazzine e ragazzini rapiti dalle milizie di Putin e rieducati come in un romanzo distopico. E come i ragazzini scheletrici esposti alla fame e al gelo a Gaza: ne sono morti 50 mila per le bombe e la malnutrizione. Come il mare che restituisce i corpi dei ragazzini che abbiamo scelto di non salvare. Infine le tante figlie e figli di donne vittime della violenza maschile, che rimangono doppiamente orfani perché abbiamo scelto di non estirpare il veleno patriarcale fin dai banchi di scuola. Noi istituzioni possiamo permettere che non venga normalizzato tutto questo, perché è così che nascono i mostri. Possiamo farlo con la cultura, con la lettura, per tornare umani”.
Lo Russo: "Ascoltare e pensare insieme"
“Il Salone di Torino è una delle mostre più importanti al mondo, non è solo una fiera, ma luogo di incontro di idee, lingue e culture dove il libro diventa ponte. Non si tratta solo di un riconoscimento, essere il Paese ospite, ma una responsabilità e l’accettiamo con orgoglio e rispetto” precisa Iasonas Fotilas, Viceministro della Cultura della Grecia. "Essere umano non fatto solo di sangue ma fatto di parole, lo sappiamo in Grecia civiltà nata dalla parola”.
Parole sottoscritte anche dal sindaco Stefano Lo Russo, che ha ringraziato Bori per il suo discorso. "Torino - ha dichiarato - durante il Salone diventa un luogo in cui si entra per ascoltare e pensare insieme. I ragazzini del libro di Elsa Morante sono la possibilità di considerare il presente come una realtà che può essere immaginata diversamente e cambiata. Questo è un tempo in cui uomini potenti e anziani trasformano il potere in esibizione di forza, stanno consumando il futuro invece che custodirlo. Il Libro, al contrario, custodisce il tempo della profondità, pretende attenzione. Ed è per questo che in questi anni a Torino abbiamo investito nelle biblioteche".
Giuli: "Qui mi sento più a casa che altrove"
“Al Salone del Libro non avverto né barriere all'ingresso né barriere all'uscita - ha commentato il Ministro Alessandro Giuli - È la seconda volta che mi trovo al Salone del Libro, sentendomi un po' più a casa che altrove, come una sorta di asilo culturale che mi anima lo spirito. Trovo che il titolo sia appropriato rispetto ai tempi che stiamo vivendo, sono ragazzi e ragazze che devono salvare il mondo con la loro energie. Ribaltando la prospettiva è anche il mondo, cioè noi, che dobbiamo salvare ragazze e ragazzi dai nostri errori, trascuratezze, sogni sognati male".
Il ministro della Cultura poi aggiunge: "L’editoria è cresciuta, primi 4 mesi del 2026 del +2,5%, con 700 mila copie vendute in più e una maggior spesa di 16,4 milioni di euro. Non è poco, non sarà mai abbastanza ma è un bel segno. Abbiamo rimodulato il costo del biglietto di ingresso del Pantheon da 5 a 7 euro, per finanziare l'editoria. Anche la cifra di 5-7 milioni stimati che avanzeranno dalla Carta Valore andranno a beneficio della filiera”. E dal Ministro arriva l’annuncio: nascerà il Salone italiano delle riviste, prima edizione a Pistoia nell'ambito della capitale del libro italiana 2026.