Un pomeriggio carico di emozione quello di martedì 12 maggio negli spazi di via Negarville 30/8, sede delle attività dell’associazione Aladino. I locali sono stati ufficialmente intitolati a Bruno Aimar, figura ricordata per il suo impegno nella tutela dei diritti delle persone con disabilità e per il contributo dato alla nascita e allo sviluppo dell’associazione.
Una cerimonia che ha rappresentato un momento di forte valore simbolico per tutti coloro che hanno condiviso il percorso di Aimar, riconosciuto come una presenza attiva e determinante nelle battaglie per l’inclusione e l’accessibilità.
Un riconoscimento alla memoria e all’impegno sociale
L’intitolazione degli spazi è stata accolta come un segno di continuità tra il lavoro svolto da Bruno Aimar e le attività quotidiane portate avanti oggi dall’associazione Aladino. Per i volontari e gli operatori, la sede diventa così non solo un luogo operativo, ma anche uno spazio identitario legato alla sua storia.
“Sapere che oggi la nostra casa porta il suo nome è per noi un grande onore”, è il senso espresso dall’associazione nel ricordare la figura di Aimar.
Dalla Circoscrizione 2 ai familiari
All’evento hanno partecipato rappresentanti della Circoscrizione 2, tra cui il presidente Luca Rolandi, il coordinatore della IV Commissione Giuseppe Genco e il coordinatore della I Commissione Federico Raia, che hanno sostenuto l’iniziativa di intitolazione.
La scelta è stata promossa proprio per valorizzare la memoria di una persona considerata centrale nel percorso di crescita delle politiche inclusive sul territorio. Nel corso del momento commemorativo, l’associazione ha voluto ringraziare anche i familiari di Bruno Aimar, le figlie Mirella e Cristina e i nipoti, che hanno condiviso l’intitolazione, oltre a Roberto di Rinati sotto la Mole, presente alla cerimonia insieme ai coinquilini degli spazi.