Cinque mostre che inaugurano la nuova stagione alla Gam unite sotto il cappello del “Disegno, segno e tratto”. La carta, questo materiale di cui via via stiamo perdendo l’utilizzo, è al centro della Quarta Risonanza. Su di esse gli artisti esprimono al massimo la loro libertà espressiva attraverso un gesto spontaneo, diretto, vitale.
Le mostre
Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della Gam
Fino al 1 novembre, saranno in mostra oltre 600 tra disegni, acquerelli, incisioni e dipinti che provengono dalla collezione del Museo. Obiettivo è dare uno sguardo inedito sul Novecento partendo dalle atmosfere simboliste fino alle ricerche degli anni Novanta.
21 sezioni in cui viene raccontata tra le altre l’arte di Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Leonardo Bistolfi, Medardo Rosso, Pierre Bonnard, Max Ernst, Felice Casorati, Luigi Spazzapan, Fausto Melotti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Andy Warhol, Mario Merz, Giuseppe Penone, Salvo, Giacomo Soffiantino.
L’intruso
L’intruso che accompagna le opere dei grandi artisti del ventesimo secolo, questa volta è l’artista romano, classe 1980, Pesce Khete.
Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo
Nella stanza accanto alla videoteca della Gam, fino al 1 novembre, è allestita la mostra che celebra i 100 anni dell’artista concettuale, Vincenzo Agnetti. A partire dall’opera “Photo-graffia” si sviluppa una selezione di lavori legati alla sperimentazione sul mezzo fotografico realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta. Pellicole fotografiche completamente annerite in cui l’artista interviene graffiando e riproducendo così segni che diventano elementi figurativi e pittorici. L’immagine non è così più catturata da un obiettivo ma è semplicemente disegnata.
Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno
15 scatti di Lisetta Carmi che dal 21 maggio entrano nella collezione della Gam grazie al progetto Strategia Fotografica 2025. Fotografie scattate tra il 1966 e il 1976, saranno esposte nelle sale della collezione permanente accanto a quattro sculture risalenti a fine Ottocento e primi anni del Novecento. Un dialogo che sottolinea i temi ricercati da Carmi nel cimitero di Staglieno: la sensuale rappresentazione delle figure angeliche e l’atmosfera di autorità genitoriale tipica delle famiglie borghesi di fine Ottocento.
L’omaggio a Giorgio Griffa
Insieme alle nuove mostre, si inserisce nella Quarta Risonaza, l’omaggio ai 90 anni di Giorgio Griffa che in Gam presenta una sala dedicata con cinque opere tra cui “Impronta del pollice”, “Due spugne”, “Linee orizzontali”. Opere che sottolinea ai alcuni assaggi centrali della ricerca di Griffa a partire dagli anni Sessanta. Un lavoro che si basa su segni, linee e campiture di colore che si dispongono sulla tela grezza secondo ritmi essenziali.