Fino al 6 gennaio nella sala di lettura della Biblioteca Reale, una mostra racconta la vita di Margherita di Savoia, dal suo passaggio da Principessa a Prima Regina d’Italia, in parallelo ai cambiamenti di Torino, passata da città capitale a città della rivoluzione industriale. Esposte un centinaio tra carte, documenti, libri e opere artistiche, dalla sua nascita fino alla morte avvenuta il 4 gennaio 1926 e di cui oggi si celebra il centenario.
La mostra
Tra le carte esposte, la prima pagina della Gazzetta Piemontese con l’annuncio della nascita di Margherita nel 1851. Accanto due vetrine ospitano alcuni documenti inediti tra cui materiali che mostrano l’imponenza del matrimonio con Re Umberto I, suo cugino, avvenuto nel 1868 a Torino, poi celebrato anche a Firenze, Genova e Venezia. L’invito alla cerimonia, la disposizione degli invitati in chiesa, ma anche dei tavoli al pranzo di nozze, l’elenco degli invitati al Ballo a corte (che in tutto furono 2.907) e il carnet che le damigelle dovevano indossare e compilare con i nomi degli uomini con cui avrebbero danzato quella sera.
Tra le curiosità, anche il programma degli eventi in città per il grande matrimonio reale che contava diverse serate al Teatro Regio e Carignano, ma anche luminarie e corse di cavalli, infine una grande festa nei Giardini Reali, aperti al pubblico in via straordinaria.
“Margherita fu la prima Regina della casata dei Savoia, per questo i festeggiamenti furono così grandi - spiegano i curatori Lorenza Santa, Fabio Uliana e Maria Luisa Ricci -. Abbiamo suddiviso la mostra in diverse sezioni dagli anni prima della nascita, passando al matrimonio, alla morte del marito, fino al suo legame con gli intellettuali e la promozione dell’industria a Torino”.
Margherita visse la maggior parte del suo tempo da Regina a Roma, al Quirinale prima e poi a Palazzo Piombino, che successivamente prese il suo nome. Tuttavia, il legame con la città sabauda rimase forte: “Lo si vede dall’Appartamento dove trascorreva i suoi soggiorni e dalla grande donazione che fece alla Biblioteca Reale. Le carte esposte provengono da quella donazione che dal 1967 è divisa con la Biblioteca Nazionale. In tutto parliamo di circa 14 mila volumi, conservati principalmente qui. Margherita era un’assidua lettrice - aggiungono i curatori -. Molto colta, anche se di una cultura più superficiale, ma leggeva di tutto”.
Da questi volumi sono il riflesso del periodo di vita della sovrana, ma anche del momento di cambiamento dal punto di vista politico, culturale e artistico della città di Torino e dell’Italia.
Il rapporto con Manzoni e Carducci
Per rendere l’idea in mostra è esposto un documento autografo di Alessandro Manzoni, con cui Margherita aveva un ottimo rapporto di amicizia, in cui lo scrittore evidenzia l’importanza di avere una lingua comune per tutti gli ex stati italiani che si ispirasse al fiorentino parlato.
Giosué Carducci fu tra gli altri intellettuali che con la Regina intrattenne un rapporto molto particolare. Lui, repubblicano e laico, nel 1878 le scrisse un’ode che gli costò non poco: fece in un colpo solo infuriare repubblicani, clericali e monarchici.
Protagonista della mostra è un mobile in stile liberty che la Regina fece arrivare da Roma per essere collocato nella Biblioteca Reale: all’interno si trovano i volumi con tutte le firme delle donne italiane che firmarono e donarono una quota per realizzare un busto in argento della Regina da posizionare sulla nave militare Regina Margherita. Un busto perso dopo l’affondamento nella Prima Guerra davanti alle coste dell’Albania.
“Contribuirono migliaia di donne, aristocratiche e borghesi, da tutta Italia. Un evento che definì un cambio di passo per le donne nella società del Regno”.
A chiudere il fil rouge sul cambiamento, l'evoluzione della manifattura e delle arti decorative: dalle macchine per i merletti, alle lampadine della Osram, fino alla Fiat.
"La mostra vuole raccontare attraverso la figura di Margherita il passaggio che non solo il potere politico e il paese attraversa nella seconda metà dell’Ottocento - commenta la direttrice dei Musei Reali, Paola D’Agostino -. Si passa dalla produzione artigianale a quella protoindustriale con una regia della monarchia per incoraggiare questa trasformazione. Si racconta Torino e la sua capacità di inventiva e una figura che ha traghettato un’epoca e una regione nel mondo”.
Apertura dell’Appartamento abitato da Margherita a Palazzo Reale
In occasione della mostra le sale settecentesche al primo piano di Palazzo Reale che accolgono l’appartamento abitato da Margherita tornano ad aprirsi al pubblico. In particolare nella Sala dei Medaglioni dell’Appartamento di Rappresentanza sarà visibile la sontuosa culla di Vittorio Emanuele III, concessa in prestito dalla Reggia di Caserta fino al 29 settembre.
La mostra nel Medagliere
Nel Medagliere Reale si terrà un’altra mostra: Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia. Una rassegna che racconta i personaggi femminili attraverso la lente delle collezioni numismatiche dei Musei Reali. Un viaggio ideale tra grandi figure femminili tra cui Cleopatra VII, Messalina, Giulia Domna, Galla Placidia, Beatrice di Portogallo, Caterina di Russia, fino a Margherita di Savoia.
Per info: www.museireali.beniculturali.it