Economia e lavoro - 21 maggio 2026, 18:17

Rincaro diesel per Hormuz: "Anche GTT sarà in difficoltà, ma no aumenti biglietto bus"

Ad intervenire l'assessore Foglietta che chiede interventi al Governo e promette: "Non ci saranno tagli"

Immagine d'archivio

Oltre ai rincari di frutta e verdura al mercato e alle pompe di benzina, la chiusura dello stretto di Hormuz (con il conseguente stop alle navi che portano petrolio in Europa ed Italia) rischia di essere uno tsunami anche per il settore del trasporto pubblico a Torino. A chiarirlo è l'assessore alla Mobilità Chiara Foglietta, che a margine del sopralluogo al deposito del Gerbido è stata netta: "anche GTT entrerà in difficoltà" con gli aumenti del carburante.

"Pronto intervento del Governo"

Se al momento non è ancora possibile quantificare quanto peserà complessivamente sulle casse dell'azienda di corso Turati il rincaro del diesel - anche se a livello medio si parla di un +30% rispetto allo scorso anno - il messaggio che arriva dalla Città è netto. "Deve esserci - spiega Foglietta - un pronto intervento del Governo, se no nessuna azienda di trasporto riuscirà a continuare ad erogare un servizio efficace".

"I dati italiani - aggiunge - dimostrano come la cittadinanza si fidi del trasporto pubblico locale: Roma ci deve mettere nelle condizioni di continuare ad avere un servizio efficiente, con il rispetto delle frequenze e di qualità". Una problematica che il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato verrà affrontata durante il prossimo Consiglio dei Ministri.

No aumenti biglietti 

Il Governo sarebbe pronto a coprire soltanto una parte del fabbisogno del settore. E Foglietta chiarisce come il Comune non intenda alcun modo intraprendere la scorciatoia più semplice per fare quadrare i conti di GTT, cioè l'aumento del biglietto dei bus e tram. All'orizzonte non ci sono quindi rincari per i passeggeri dei mezzi pubblici di Torino.

"La Città - spiega - ha già fatto la sua parte nel 2023, aumentando di venti centesimi il ticket: è stata una politica sofferta, che non rifaremo. Non si può sempre pensare di salvare il trasporto pubblico locale aumentando il biglietto: è una scelta sbagliata". La svolta verso l'elettrico, che GTT ha intrapreso con forza, si rivela essenziale in questa fase dato che l'energia è aumentata solo del 10%.

In parallelo si punta anche sul fotovoltaico, come il nuovo impianto di ricarica e batteria di accumulo presentati questa mattina al Gerbido.

Nessuna riduzione di servizio 

Se quindi l'intenzione non è attingere al portafoglio dei torinesi, altrettanto chiaramente Palazzo Civico non vuole ridurre il servizio per fare fronte ai rincari di Hormuz. Se molte compagnie hanno deciso di lasciare gli aerei a terra, le parole che arrivano dall'assessore sono chiare: "Mai chiederemo a GTT di centellinare le frequenze e passaggi dei nostri bus".