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Attualità | 22 maggio 2026, 13:06

La pista ciclabile Lungo Dora Firenze e Napoli diventa "Maria Milano", donna ciclista in un mondo maschile

Dal Canavese si affermò come giovane molto promettente quando il ciclismo femminile era agli albori, ma la Prima Guerra Mondiale interruppe la sua carriera


"Maria Milano, pioniera del ciclismo femminile". A lei è stata intitolata la pista ciclabile di lungo Dora Firenze e Napoli, per aver intrapreso con forza uno sport che, all'inizio del '900, era ancora prettamente maschile. "Così che qualche ragazzino o ragazzina, utilizzando questa pista ciclabile, possa diventare anche lui un campione" ha detto il nipote di Maria, Domenico Milano, prima di scoprire la targa dedicata alla zia.

"Maria Milano è un simbolo di autodeterminazione delle donne - ha commentato l'assessora alla viabilità Chiara Foglietta -. A quei tempi era quasi impossibile fare parte del ciclismo, per le donne. Noi, come Città, passo dopo passo dobbiamo provare a riequilibrare la differenza di toponomastica tra uomini e donne: lo stiamo facendo e gli spazi pubblici che possono essere intitolati sono ancora tanti". 

Originaria di Rivara, dove nacque nel 1891, Maria Milano fu sempre legata al suo Canavese. Come raccontato dallo scrittore Paolo Ghiggio - autore di "Quando Alfonsina faceva la sartina. La bicicletta e le donne torinesi" - Milano smise di correre a causa della prima guerra mondiale, e tornò a Rivara a gestire il negozio di famiglia.

"Maria incontrò la bicicletta grazie al padre, che aveva un negozio di bici a Rivarolo Canavese. E anche suo fratello Pietro era un ciclista: partecipò al primo Giro d'Italia nel 1909, arrivando ventesimo. Maria partecipò a una delle prime gare femminili, ai laghi di Avigliana, dove a 19 anni si incollò dietro la favorita e a 1 km dal traguardo approfittò di una mini caduta, la superò e vinse. Un anno dopo diventò "Campionata italiana" e vinse varie gare, ma con la Prima Guerra Mondiale si interruppe la sua carriera e non tornò più a correre, tornando a Rivara".

"Una città attraverso i nomi dei suoi luoghi sceglie quali storie e valori ricordare nel tempo - ha dichiarato il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale di Torino, Domenico Garcea -. E Torino sceglie di ricordare una donna, quando in un tempo diverso da oggi scelse di fare sport e affermarsi in un ambiente quasi solo maschile. Esempio di emancipazione e libertà, riuscì a distinguersi grazie a passione e forza di volontà".

Francesco Capuano

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