Era cominciata sabato con il duello verbale tra Torino e Juventus (e i distinguo forniti dalla questura) sul dress code consigliato a chi aveva comprato il biglietto in curva Primavera e nei distinti: niente colori che non siano granata. E' proseguita nella notte con alcune situazioni di tensione smorzate dalle forze dell'ordine ed è proseguita nel pomeriggio di oggi, quando i tifosi delle due squadre cittadine hanno deciso di attendere il derby cercando lo scontro fisico.
Disordini in piazza San Gabriele da Gorizia
Disordini che hanno visto soprattutto la zona di piazzale San Gabriele da Gorizia come cornice degli scontri, a pochi passi da corso Unione Sovietica, corso Galileo Ferraris e via Filadelfia, dove c'è l'ingresso per la tifoseria ospite (i bianconeri, in questo frangente). Si sono registrate sassaiole e lanci di fumogeni e c'è chi ha dovuto cercare riparo nei bar o nei portoni delle case.
Un tifoso bianconero con trauma cranico e codice rosso
I tafferugli hanno portato anche a conseguenze fisiche e ferimenti, tanto che il 118 di Azienda Zero ha dovuto eseguire un trasporto dal Mauriziano alle Molinette per un uomo di 36 anni che ha riportato un trauma cranico. Il fatto, sulla cui dinamica non si hanno informazioni, è avvenuto nei pressi dello stadio e secondo alcune ricostruzioni fatte dai tifosi (ma smentite dalle forze dell'ordine) vedrebbe un supporter bianconero colpito da un lacrimogeno e trasportato in codice rosso. Successive ricostruzioni hanno parlato di una bottigliata. La tifoseria della Juventus ha chiesto a lungo di non giocare, salvo poi abbandonare il settore a lei riservata.
L'operazione si è conclusa, ma l'uomo è stato trattenuto in terapia intensiva.
La partita è stata rinviata in attesa di nuove indicazioni, mentre le altre gare hanno preso regolarmente avvio. Infine, il fischio d'inizio è arrivato alle 21.15
Lo Russo: "Fatti gravissimi"
In serata è arrivata anche la condanna da parte del sindaco, Stefano Lo Russo: “Quanto accaduto è gravissimo. Quella che doveva essere una serata all’insegna del calcio e del divertimento, a causa del comportamento irresponsabile e criminale di alcuni, è degenerata in scontri e violenze. Non sono questi i valori che lo sport intende trasmettere. A nome della Città di Torino desidero esprimere solidarietà agli agenti rimasti feriti mentre erano al lavoro per garantire l’ordine pubblico e vicinanza al tifoso coinvolto nei disordini che ora si trova in ospedale. Questo non è tifo sportivo: aggressioni, danneggiamenti e violenze sono atti criminali e come tali vanno perseguiti e condannati, impedendo a chi li commette di frequentare gli stadi”.
















