Open House 2026 giunge alla nona edizione. L’evento, che quest’anno apre le porte di oltre 170 tra ville, case private, palazzi storici delle otto circoscrizioni di Torino, torna sabato 6 e domenica 7 giugno.
Fil rouge la letteratura
La letteratura è il fil rouge che unisce le novità di quest’anno. Tra i luoghi che si potranno visitare, la “Casa in Collina” a Reaglie. Una dimora che da poco è stata riscoperta come casa di campagna della famiglia di Cesare Pavese e in cui lo scrittore trascorse diverse estati. Un luogo di villeggiatura che si ritrova per l’appunto nel romanzo “La casa in collina”.
Il tema della letteratura si trova anche nella “Casa della domenica”, in cui Franco Lucentini visse e in parte scrisse insieme a Carlo Fruttero il romanzo “La donna della domenica”. E poi ancora, il palazzo sopra la Galleria Subalpina in cui Friedrich Nietzsche scrisse Ecce Homo, in cui è ancora visibile la storica tappezzeria e il camino e dalla quale si gode una vista unica su piazza Carlo Alberto.
Tutte le novità
Novità assoluta di quest’anno, in collaborazione con l’Accademia Albertina e Palazzo Carignano, l’apertura esclusiva della Sala Ipogea di Andrea Bruno. Insieme si svolgerà la mostra al Ramo D’oro dedicata alla Torino immaginata da Andrea Bruno e mai realizzata.
Sarà possibile inoltre visitare in anteprima l’Istituto del Buon Pastore e il Cooker Loft, lo spazio voluto dalla content creator Aurora Cavallo a Barriera di Milano. Infine, in occasione della Notte degli Archivi di Archivissima saranno aperti l’Archivio Storico dell’Università di Torino, l’Archivorum Library e l’Archivio Storico dell’Accademia di Agricoltura di Torino.
Da Torino Sud a Barriera
Tornano i luoghi ormai diventati simbolo della manifestazione anche Palazzo Alfieri, che si potrà vedere per l’ultima volta prima dei lavori nella monumentale veste di banca. Il tour porterà anche all’interno del caveau e nelle cassette di sicurezza.
Il tour toccherà tutti i quartieri della città, tra questi il Giardino dei Cachi, un piccolo villino nel cuore di Barriera di Milano, Casa Fiat, villino indipendente negli anni ’30 destinato ai dipendenti Fiat. Fa il boom di abitazioni private che aderiscono a Open House, San Salvario protagonista assoluto con circa 12 abitazioni da visitare. Borgo San Paolo apre allo spazio_22_4 una mostra fotografica dedicata agli edifici del duo di architetti Cotti Campiglia.
Il percorso intende far scoprire la città, ma soprattutto quello che c’è fuori. “Una delle chiavi di racconto di questa edizione- spiegano i curatori Chiara Bertetti, Luca Begheldo e Edoardo Bergamin - è quella di una certa voglia di riappropriarsi della collina torinese come parte della città e come risorsa collettiva”. E quindi da Torino si arriva a Collegno, Chieri, Settimo, Moncalieri, None, Vinovo.
Per info e programma: https://www.openhousetorino.it/