StreamFlow, software open source nato all’Università di Torino, è stato incluso nella piattaforma tecnologica proposta dalla cordata formata da E4 Computer Engineering e Dell Technologies per IT4LIA, la nuova infrastruttura di supercalcolo ottimizzata per l’intelligenza artificiale che sarà ospitata e gestita da CINECA presso il DAMA Tecnopolo di Bologna.
IT4LIA AI Factory rappresenta uno dei principali investimenti europei per rafforzare le capacità di calcolo dedicate all’AI. Il nuovo sistema è cofinanziato da EuroHPC Joint Undertaking e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, insieme all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), con il contributo di Austria e Slovenia e altre istituzioni di rilievo: la Regione Emilia-Romagna, il Consorzio CINECA, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Agenzia ItaliaMeteo, la Fondazione AI4Industry e la Fondazione Bruno Kessler. L’iniziativa prevede un budget complessivo di circa 290 milioni di euro per l’acquisizione, la consegna, l’installazione e la manutenzione dell’infrastruttura. Il sistema è progettato per supportare carichi di lavoro avanzati di intelligenza artificiale, con particolare attenzione a prestazioni, scalabilità, efficienza energetica, sovranità dei dati e conformità agli standard europei. All’iniziativa partecipano inoltre altri partner strategici: l’ICSC - Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing, quattro università (Università di Torino, Modena e Reggio Emilia, Bologna e Sapienza), Confindustria, ART-ER (Attrattività Ricerca Territorio Emilia-Romagna) e la Fondazione Internazionale Big Data and Artificial Intelligence for Human Development (IFAB).
In questo contesto, l’inclusione di StreamFlow nello stack tecnologico fornito agli utenti rappresenta un importante riconoscimento della qualità scientifica e tecnologica del lavoro svolto al Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino. StreamFlow è un sistema per la gestione di workflow scientifici e applicativi in ambienti cloud, HPC e ibridi, pensato per orchestrare in modo flessibile l’esecuzione di applicazioni complesse su infrastrutture di calcolo distribuite. Questa capacità di coordinare componenti software, dati e risorse computazionali eterogenee è particolarmente rilevante anche alla luce dell’evoluzione delle applicazioni di intelligenza artificiale verso modelli sempre più automatizzati e componibili, inclusi gli scenari oggi ricondotti al paradigma Agentic AI, basato su sistemi capaci di coordinare autonomamente attività e processi. Sviluppato come progetto open source, il software si è affermato negli anni come tecnologia di riferimento in diversi contesti di ricerca europei.
StreamFlow nasce dalla tesi di dottorato di Iacopo Colonnelli, svolta nell’ambito del programma di dottorato in Modeling and Data Science dell’Università di Torino. Colonnelli è oggi ricercatore nel gruppo di ricerca High-Performance and Advanced Computing (alpha) del Dipartimento di Informatica, dove continua a contribuire allo sviluppo di tecnologie per il calcolo parallelo e distribuito, l’orchestrazione di workflow scientifici su larga scala e l’integrazione tra ambienti cloud, sistemi HPC e macchine quantistiche.
Il percorso di StreamFlow si è consolidato nel tempo anche grazie al contributo di diversi progetti europei di ricerca e innovazione, tra cui DeepHealth, ACROSS, EUPEX, SPACE e DARE. Si tratta di iniziative che, nel loro insieme, mobilitano risorse per oltre 300 milioni di euro su temi strategici quali il calcolo ad alte prestazioni, l'intelligenza artificiale, le infrastrutture cloud-HPC, la sovranità digitale europea e le tecnologie aperte per il supercalcolo. In questi contesti, StreamFlow è maturato come metodologia a supporto di applicazioni scientifiche e industriali avanzate. Già negli anni scorsi, inoltre, StreamFlow aveva ricevuto attenzione a livello europeo attraverso l’Innovation Radar della Commissione Europea, che lo ha riconosciuto come tecnologia emergente sviluppata nell’ambito del progetto Horizon 2020 DeepHealth.
L’Università di Torino non ha un ruolo commerciale nell’operazione IT4LIA, né è direttamente coinvolta nella manutenzione operativa del prodotto, che sarà affidata a un’impresa specializzata in tecnologie avanzate. Questo conferma il ruolo specifico dell’Ateneo come attore della ricerca pubblica: generare conoscenza, formare competenze e sviluppare tecnologie aperte, robuste e trasferibili. La valorizzazione industriale di StreamFlow testimonia così l’effetto leva che la ricerca universitaria può produrre, sostenendo nuovo lavoro qualificato nelle imprese della filiera tecnologica e contribuendo all’evoluzione di grandi infrastrutture scientifiche e industriali.
Il risultato conferma inoltre il valore della formazione dottorale e della ricerca universitaria: una tecnologia nata da una tesi di dottorato e cresciuta attraverso collaborazioni europee entra oggi nel perimetro di una delle più rilevanti infrastrutture italiane ed europee per l’intelligenza artificiale.