In tempi sempre più difficili, quando il settore dell'Aerospazio si intreccia e si mescola sempre di più a esigenze militari e di Difesa, Torino ha avuto la possibilità di mettersi sotto i riflettori. E scrutare l'orizzonte. Lo ha fatto nella mattinata di oggi, presso lo SpacePark di Argotec a San Mauro, in occasione della conferenza "Ripensare lo spazio militare fra dualità, innovazione, nuove minacce e nuove esigenze operative".
L’evento, organizzato dal CeSMA (Centro Studi Militari Aerospaziali) dell'Associazione Arma Aeronautica, in stretta collaborazione con Argotec e con il contributo di Istituto Affari internazionali e Fondazione Amaldi, ha acceso i riflettori su un momento di confronto cruciale tra vertici istituzionali, Forze Armate e i principali player dell'industria aerospaziale. Un dialogo che spazia inevitabilmente tra l'esplorazione dello Spazio, le cosiddette tecnologie "dual use" (che possono avere scopi sia civili che militari) e l'autonomia delle infrastrutture in orbita, senza dover cioè dipendere da altre super potenze mondiali.
A cento chilometri dalla Terra
Dalle diverse tavole rotonde e dagli incontri è emerso con chiarezza come la dimensione militare dello Spazio sia ancora un elemento centrale di tutto quanto avviene oltre la linea di Karman. Quella linea ideale posizionata a 100 chilometri di altezza che separa convenzionalmente l'atmosfera terrestre dallo Spazio vero e proprio. Esplorazioni, ma anche satelliti e sistemi che, all'osservazione, abbinano anche il controllo del territorio e tutto ciò che ne può derivare.
Per essere però all'altezza delle sfide del momento, l'Italia deve farsi trovare pronta e agire con velocità. Velocità decisionale, ma anche industriale. E se l'Europa e l'Italia, è stato detto durante i lavori di giornata, possiedono "eccellenze assolute, per competere nella New Space Economy globale è necessario superare la frammentazione, attrarre capitali e realizzare partenariati pubblico-privati, adottare un procurement che permetta di trasformare rapidamente l'innovazione tecnologica in un'effettiva capacità operativa a disposizione delle Istituzioni, oltre al supporto di aziende non solo nella fase di scale-up industriale, ma anche in quelle di sviluppo maturo del business".
Non solo scienza, ma equilibrio globale
“Lo Spazio non rappresenta più soltanto una frontiera scientifica, ma un dominio strategico sempre più centrale negli equilibri globali, oltre che per gli aspetti afferenti alla Difesa e la sicurezza del nostro tempo - ha detto Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa -. Oggi le infrastrutture e le capacità spaziali incidono concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla protezione delle infrastrutture critiche, sulla resilienza degli Stati e sulla competitività dei sistemi industriali. Per questo è fondamentale promuovere una nuova cultura dello Spazio e rafforzare una diffusa consapevolezza del suo valore strategico. Iniziative come quella odierna rappresentano un contributo prezioso verso questo obiettivo. L’Italia, grazie a una filiera spaziale completa, a eccellenze scientifiche riconosciute a livello internazionale e a competenze istituzionali di altissimo profilo, possiede tutte le capacità, le peculiarità e la visione strategica, per continuare a essere protagonista nella nuova geopolitica dello spazio e affrontare così, con autorevolezza e fiducia, le sfide del futuro”.
Il Gen. Isp. Capo Lucio Bianchi, ideatore e organizzatore scientifico del convegno, ha sottolineato come "la dualità militare-civile delle attività spaziali rappresenta al tempo stesso una risorsa e una sfida. Tecnologie nate per il mercato commerciale o per applicazioni civili diventano rapidamente abilitatori militari, mentre i programmi di Difesa contribuiscono a trainare innovazione industriale e competitività tecnologica. Ripensare lo Spazio militare significa, quindi, interrogarsi su nuovi modelli di cooperazione tra Istituzioni, Forze Armate, Agenzie Spaziali e industria, valorizzando in particolare il ruolo delle filiere europee e nazionali, incluse le PMI ad alto contenuto tecnologico”
Sicurezza ed economia
A fare gli onori di casa David Avino, CEO e Fondatore di Argotec: "Oggi lo spazio non è più un semplice dominio di esplorazione, ma un'infrastruttura critica da cui dipendono la sicurezza e l'economia delle nazioni. Le tecnologie dual use sono sempre più determinanti e concorrono a consolidare un modello industriale 'end-to-end' che ci permette di scalare la produzione, mantenendo l'affidabilità e la flessibilità che ci caratterizzano da sempre. La vera sfida per l'Europa, oggi, è di sistema: dobbiamo abbattere i tempi decisionali, colmare la dipendenza infrastrutturale e tecnologica e ridurre il gap di investimenti. L'autonomia strategica non si dichiara, si costruisce con asset adeguati all'attuale contesto geopolitico. La conferenza CeSMA guarda proprio in questa direzione: unire le visioni degli attori e metterle a sistema per settore più solido e aperto alle nuove sfide di questo tempo."