Attualità - 29 maggio 2026, 11:58

Landini contro la svolta bellica: "Investire in difesa per salvare altri settori? Una coglionata pazzesca" [VIDEO]

Il leader sindacale accusa Stellantis di pensare solo ai dividendi e chiede l'intervento di Palazzo Chigi per evitare il tracollo industriale

Maurizio Landini e Sergio Cofferati

"L'idea che attraverso l'investimento nei settori della difesa e delle armi possa sopperire alla crisi degli altri settori è una coglionata pazzesca". Lo dice senza giri di parole il segretario della Cgil Maurizio Landini, intervenuto all'evento "Democrazia del Lavoro - dai Consigli di fabbrica alle Rsu", al cortile del Maglio di Torino, in occasione dei 100 anni dalla nascita del segretario Bruno Trentin e per i 120 anni del sindacato.

Landini: "Guai ad aumentare la spesa militare"

"Noi non siamo perché si aumenti la spesa militare in senso generale come sta avvenendo e l'abbiamo detto in modo molto chiaro - prosegue - la tecnologia non è neutra, dipende come la usi e come la utilizzi. I droni possono servire a fare la guerra, ma possono servire anche a risolvere i problemi delle persone in altro modo".

"Dopodiché - prosegue - tutti i settori devono essere dentro una politica industriale. Se tu lasci andare, come sta succedendo con Stellantis, che mette in discussione la sua presenza nel nostro paese, tu stai rischiando di buttare via quella che è una competenza che questo paese ha sempre avuto, non solo nel fare auto, ma in tutta la filiera."

"Quello che è prevalso - prosegue Landini - se parliamo del gruppo Stellantis, è che l'unica cosa che non è mai cambiata sono i dividendi agli azionisti: quelli li han garantiti sempre. Noi vogliamo difendere questa capacità dei lavoratori e per farlo stiamo dicendo che c'è bisogno anche di investimenti e di politiche industriali e anche di un intervento pubblico". 

Attacco a Stellantis sul nuovo piano industriale

Landini tuona anche sul nuovo piano Stellantis. "Nel presentare il piano si sono scordati di dire cosa vogliono fare in Europa - In realtà, quello che noi abbiamo assistito in questi anni è progressivamente un piano di dismissioni e noi stiamo chiedendo da tempo è un intervento del governo". 

"Il rischio che vediamo è che l'intero sistema dell'automotive nel nostro paese rischi di saltare - ha detto il segretario della Cgil - così come rischia di saltare in tutto il settore dell'acciaieria, della chimica di base, sull'elettrodomestico. Abbiamo bisogno che queste questioni non siano lasciate al mercato, ma c'è bisogno che intervenga direttamente la Presidenza del Consiglio".