In questi giorni di caldo eccessivo ritorna al centro della discussione, come ogni anno, la questione della condizione dei riders che, vista la loro condizione lavorativa, operano ininterrottamente a prescindere dalle situazioni di rischio legate alle temperature. Una condizione che, parametrata in condizioni differenti, riguarda anche gli operai in fabbrica e chi lavora all'aria aperta, ma magari in cantieri edili e così via.
Un anticipo così clamoroso d'estate, però, ha allarmato i sindacati, che ora spingono perché si faccia in fretta. "A breve dovrà essere emanata l’Ordinanza della Regione Piemonte, finalizzata a garantire nei prossimi mesi, la protezione dal rischio determinato dalle alte temperature che stanno già investendo il nostro territorio. Positivo fu l’anno scorso l’inserimento nell’Ordinanza dei lavoratori del food delivery", dicono in una nota uffficiale Cgil.
“Aspettiamo l’entrata in vigore dell’Ordinanza della Regione Piemonte, fondamentale per un settore complesso come quello del food delivery, consapevoli che purtroppo però nulla è cambiato in riferimento all’approccio delle piattaforme alla questione della salute e sicurezza dei lavoratori” - dichiarano Federico Bellono, Segretario Generale Cgil Torino Danilo Bonucci, segretario generale NIdiL Cgil Torino.
La norma, centrale per la tutela delle lavoratrici e lavoratori, secondo i rappresentanti dei lavoratori "deve essere adottata e non elusa, come lo scorso anno, attraverso incentivi economici crescenti in base all’aumento delle temperature decisi lo scorso anno da alcune piattaforme".
"La garanzia della sicurezza non può essere a carico dei lavoratori: è un diritto e non un ostacolo agli interessi e ai profitti di multinazionali del food delivery. Diritto alla sicurezza e diritto al salario non sono in alternativa: quindi da un parte occorre che - a differenza dell'anno scorso - tutte le piattaforme rispettino le norme che saranno decise e che il Comune di Torino le faccia rispettare. Dall'altro occorre che Regione e Governo prevedano un sostegno per i rider quando non possono lavorare”, concludono Bellono e Bonucci.