Attualità - 02 giugno 2026, 07:55

Patto per il Po: 5 associazioni insieme per il giardino Rodari e il Molino del Cavoretto

Firmato con la Città un accordo per la cura condivisa degli spazi verdi

Un patto di associazioni per il territorio

Non solo il nuovo orto terapeutico di CasaOz. Dietro il taglio del nastro dello spazio verde affacciato sul Po prende forma anche un progetto più ampio di rigenerazione urbana e partecipazione civica che coinvolge il giardino Rodari e l’area limitrofa al futuro Molino del Cavoretto. Al centro c’è un nuovo Patto di Collaborazione siglato con la Città di Torino e promosso da cinque realtà del territorio: Volo2006 ODV, Parco Europa ODV, Pilonetto Insieme, Magazzini SCS e FondazioneOz ETS. L’obiettivo è costruire una gestione condivisa degli spazi pubblici lungo l’asse di corso Moncalieri e delle sponde del Po, trasformando aree verdi e zone residuali in luoghi vissuti, inclusivi e aperti alla cittadinanza.

Garrone: “Un progetto che cuce insieme il territorio”

A spiegare il significato è Giovanna Garrone, coordinatrice all’Ambiente della Circoscrizione 8. “È un patto di collaborazione nuovo con cinque associazioni. È iniziato sul Giardino Rodari ma è stato esteso a un’area limitrofa al Molino del Cavoretto, inutilizzata e con il rischio che restasse fuori dalla gestione comune”. Un progetto che punta a evitare frammentazioni e a creare continuità urbana e sociale. “Il patto cuce tutto in una gestione condivisa di comunità che ci porta da corso Moncalieri fino alle sponde del fiume”. L’accordo avrà una durata di cinque anni e rappresenta uno degli esempi più significativi di amministrazione condivisa dei beni comuni nella zona sud della città.

Dal Giardino Rodari al Po: il cuore del patto

L’obiettivo è promuovere la cura del verde, la manutenzione condivisa degli spazi e la partecipazione attiva dei cittadini attraverso attività sociali, culturali e ambientali. Il progetto punta anche a rafforzare il dialogo intergenerazionale e interculturale, favorendo inclusione e senso di appartenenza. Sono previste attività di orticoltura sociale, laboratori didattici, animazione territoriale, iniziative culturali e percorsi legati alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare. Una parte importante sarà dedicata anche alla sensibilizzazione sul rispetto degli spazi comuni e alla valorizzazione dell’area come luogo di incontro per il quartiere.

Una rete associativa per i beni comuni

Il modello scelto è quello della governance condivisa. Le associazioni collaboreranno direttamente con la Circoscrizione 8 e con l’Ufficio Beni Comuni della Città di Torino attraverso un gruppo operativo incaricato di coordinare le attività e monitorare il progetto nel tempo. Il Patto richiama esplicitamente i principi del Regolamento dei Beni Comuni della Città di Torino: inclusione, accessibilità, sostenibilità, antifascismo, antirazzismo e contrasto a ogni forma di discriminazione.

L’idea è trasformare lo spazio pubblico in un presidio sociale aperto e partecipato, dove la cura dell’ambiente diventi anche occasione di relazione e cittadinanza attiva.