Non solo il nuovo orto terapeutico di CasaOz. Dietro il taglio del nastro dello spazio verde affacciato sul Po prende forma anche un progetto più ampio di rigenerazione urbana e partecipazione civica che coinvolge il giardino Rodari e l’area limitrofa al futuro Molino del Cavoretto. Al centro c’è un nuovo Patto di Collaborazione siglato con la Città di Torino e promosso da cinque realtà del territorio: Volo2006 ODV, Parco Europa ODV, Pilonetto Insieme, Magazzini SCS e FondazioneOz ETS. L’obiettivo è costruire una gestione condivisa degli spazi pubblici lungo l’asse di corso Moncalieri e delle sponde del Po, trasformando aree verdi e zone residuali in luoghi vissuti, inclusivi e aperti alla cittadinanza.
Garrone: “Un progetto che cuce insieme il territorio”
A spiegare il significato è Giovanna Garrone, coordinatrice all’Ambiente della Circoscrizione 8. “È un patto di collaborazione nuovo con cinque associazioni. È iniziato sul Giardino Rodari ma è stato esteso a un’area limitrofa al Molino del Cavoretto, inutilizzata e con il rischio che restasse fuori dalla gestione comune”. Un progetto che punta a evitare frammentazioni e a creare continuità urbana e sociale. “Il patto cuce tutto in una gestione condivisa di comunità che ci porta da corso Moncalieri fino alle sponde del fiume”. L’accordo avrà una durata di cinque anni e rappresenta uno degli esempi più significativi di amministrazione condivisa dei beni comuni nella zona sud della città.
Dal Giardino Rodari al Po: il cuore del patto
L’obiettivo è promuovere la cura del verde, la manutenzione condivisa degli spazi e la partecipazione attiva dei cittadini attraverso attività sociali, culturali e ambientali. Il progetto punta anche a rafforzare il dialogo intergenerazionale e interculturale, favorendo inclusione e senso di appartenenza. Sono previste attività di orticoltura sociale, laboratori didattici, animazione territoriale, iniziative culturali e percorsi legati alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare. Una parte importante sarà dedicata anche alla sensibilizzazione sul rispetto degli spazi comuni e alla valorizzazione dell’area come luogo di incontro per il quartiere.
Una rete associativa per i beni comuni
Il modello scelto è quello della governance condivisa. Le associazioni collaboreranno direttamente con la Circoscrizione 8 e con l’Ufficio Beni Comuni della Città di Torino attraverso un gruppo operativo incaricato di coordinare le attività e monitorare il progetto nel tempo. Il Patto richiama esplicitamente i principi del Regolamento dei Beni Comuni della Città di Torino: inclusione, accessibilità, sostenibilità, antifascismo, antirazzismo e contrasto a ogni forma di discriminazione.
L’idea è trasformare lo spazio pubblico in un presidio sociale aperto e partecipato, dove la cura dell’ambiente diventi anche occasione di relazione e cittadinanza attiva.