"Posso passare sopra ad altro ma su una cosa non transigo: i lettori vanno rispettati. A prescindere. Perché per fortuna viviamo in un paese libero. Dove se acquisti un magazine per leggerti delle storie hai tutto il diritto di commentare, dissentire e criticare". Con queste parole, inviate al sito specializzato di Fumettologica, il direttore di Topolino Alex Bertani prende posizione e cerca di chiudere la questione che si è aperta nei giorni scorsi con Roberto Gagnor, noto autore di fumetti (e non solo), originario di Bussoleno, in val di Susa.
L'annuncio su Facebook
Tutto è cominciato nella giornata di ieri, quando lo stesso Gagnor si è congedato dai suoi lettori di Topolino con un messaggio pubblicato sul proprio profilo Facebook. "Quelle che troverete in edicola oggi è una delle ultime storie che ho scritto per Topolino. Qualche settimana fa, infatti, il Direttore ha terminato la mia collaborazione, dopo 23 anni e circa trecento storie, tra brevi, lunghe e altro". Un saluto che cerca anche di fornire risposte agli inevitabili punti interrogativi che - come ogni fumetto insegna - saranno comparsi sulla testa dei lettori.
"Una decisione sua - spiega Gagnor -, nata dalla sua scelta di privilegiare le opinioni online di alcuni “fan”, che sul forum di un’associazione hanno chiesto la mia rimozione, dopo che io, nel mio pieno diritto di utente social, ho prima ironizzato sulle loro ossessioni e ho poi chiarito il mio giudizio su di loro in maniera sicuramente tranchant, ma legittima - almeno quanto le loro esternazioni.
Il Direttore, però, ha scelto di ascoltare loro".
La posizione del direttore
Un saluto amaro, ma anche affettuoso verso lettori e colleghi che ne hanno accompagnato un tratto di strada professionale così importante. Ma a cui Bertani ha voluto replicare. "Da sempre anche di fronte alle critiche più aspre, ho chiesto ai miei collaboratori di limitarsi a chiarimenti e spiegazioni, senza entrare nel clima di perenne zuffa tipico di alcuni social media. Purtroppo non è la prima volta che si è reso necessario ricordare che esistono limiti imposti dal proprio ruolo". E aggiunge: "I lettori vanno rispettati anche quando ci appaiono intransigenti o pieni di pregiudizi. Perché è un loro diritto esserlo e perché alla fine nessuno ha la verità in tasca. Tutti coloro che lavorano per Topolino, quando si esprimono pubblicamente, vengono inevitabilmente percepiti come rappresentanti di un gruppo, di una redazione e di una sensibilità condivisa e non voglio in nessun modo che determinati modi o atteggiamenti possano essere associati, neppure indirettamente, a una realtà che da sempre promuove dialogo, rispetto e inclusività".
La replica
Una risposta che ha visto una nuova replica, da parte di Gagnor: "Per quanto mi riguarda, se i lettori esagerano con me, io posso rispondere eccome. Non sono un dipendente: sono un collaboratore, freelance e precario. Io parlavo, parlo e parlerò a mio titolo personale. Forse, invece, quando i troll attaccano, è il direttore della testata che non dovrebbe schierarsi dalla loro parte".