Attualità - 05 giugno 2026, 14:30

Mercato Centrale, Torino prova a salvarlo: sospesa la rata 2026 e nodo Imu sotto esame

Congelati i pagamenti e avviate nuove verifiche sulla struttura di Porta Palazzo: entro giugno attese le stime su costi, investimenti e futuro del mercato

Il Mercato Centrale di Porta Palazzo resta aperto, ma sul futuro della struttura pesa una situazione economica sempre più complessa. Tra debiti, costi energetici elevati, problemi catastali e investimenti strutturali necessari, Palazzo Civico prova ora a evitare uno scenario che molti a Torino vogliono scongiurare: ritrovarsi con un nuovo vuoto urbano nel cuore di Porta Palazzo.

La Città ha deciso di sospendere la prima rata prevista per il 2026 in attesa della conclusione degli approfondimenti tecnici e finanziari sulla sostenibilità dell'immobile e sul futuro del contratto. Parallelamente sono in corso verifiche sul fronte energetico, catastale e sugli investimenti necessari per mantenere in attività la struttura.

"Stiamo lavorando a tutto campo per avere un quadro il più possibile completo", ha spiegato la direttrice della Divisione Commercio della Città Paola Virano, ricostruendo la lunga vicenda del mercato coperto dell'abbigliamento e del food di Porta Palazzo.

La storia del Mercato Centrale

Negli anni, però, l'equilibrio economico dell'operazione ha iniziato a incrinarsi. Prima le difficoltà della cooperativa storica dell'abbigliamento, poi nel 2016 la nomina di un commissario governativo per la liquidazione. Fu in quel momento che il Comune iniziò a dialogare con Mercato Centrale e con l'imprenditore Umberto Montano per evitare la chiusura della struttura.

L'ingresso di Mercato Centrale come socio della cooperativa consentì di coprire parte dei debiti e avviare una nuova fase di rilancio, ma col tempo sarebbero emerse ulteriori criticità economiche e gestionali.

Oggi il principale nodo riguarderebbe infatti la sostenibilità economica dell'immobile. La convenzione attuale calcola il diritto di superficie su un valore vicino ai 12 milioni di euro, cifra su cui viene conteggiata anche l'Imu. Una valutazione però molto distante dalla perizia presentata dalla cooperativa, firmata dall'ex direttore del Dipartimento di Estimo del Politecnico professor Curto, che stimerebbe il valore reale della struttura in circa 490 mila euro.

A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbe poi il tema dell'accatastamento. Il Mercato Centrale risulterebbe infatti classificato come centro commerciale e non come servizio pubblico, categoria che invece comprende altri padiglioni mercatali di Porta Palazzo e che non prevede il pagamento dell'Imu. Da qui sarebbe nato anche un debito da circa 600 mila euro con Soris.

Problema Imu

"Le attenzioni da parte del sindaco e degli uffici su questo tema ci sono sempre state, perché tutti siamo consapevoli dell'importanza di quella struttura per Porta Palazzo e per l'intera città", ha dichiarato l'assessore al Commercio Paolo Chiavarino.

L'assessore ha poi spiegato che i rallentamenti registrati negli ultimi mesi sarebbero stati inevitabili vista la complessità tecnica e amministrativa emersa durante gli approfondimenti. "Ci siamo trovati davanti a una situazione che si basava su presupposti probabilmente errati fin dall'inizio - ha aggiunto - e questo ha finito per incidere pesantemente sull'intero impianto economico e debitorio".

Secondo Chiavarino, il nodo catastale sarebbe emerso direttamente durante gli incontri con la cooperativa e con l'imprenditore, aprendo verifiche più ampie sulla classificazione dell'immobile e sulla correttezza dell'applicazione dell'Imu. "Vorrei rassicurare sul fatto che gli uffici hanno lavorato alacremente per arrivare a una soluzione e contiamo di avere risultati concreti nell'arco di pochi giorni", ha concluso.

Nel frattempo il Comune ha affidato ulteriori approfondimenti a un soggetto terzo per valutare investimenti necessari, sostenibilità energetica e possibile revisione economica del contratto.

Tra le criticità evidenziate ci sarebbero "vizi originari di progettazione ed esecuzione", elevati consumi energetici, costi di gestione difficilmente comprimibili e una rigidità degli spazi aggravata dal sottoutilizzo di alcune superfici. Nonostante ricavi in crescita, secondo quanto emerso, l'attività non riuscirebbe comunque a generare utili sufficienti a coprire manutenzione e gestione.

I commenti

Durante il dibattito il consigliere di Torino Bellissima Pierlucio Firrao ha sottolineato la necessità di evitare la chiusura della struttura: "Ripartire da zero significherebbe lasciare un vuoto urbano per anni prima di trovare un nuovo investitore". Più critico invece il capogruppo del M5S Andrea Russi, che ha accusato Palazzo Civico di essersi mosso troppo tardi: "La cooperativa aveva già scritto alla città nell'agosto del 2024. Siamo nel 2026 e stiamo ancora aspettando le valutazioni definitive".

Anche il consigliere del PD Tony Ledda ha ribadito la necessità di sostenere il Mercato Centrale, definendolo un presidio importante anche contro il rischio degrado nell'area di Porta Palazzo. Entro fine giugno dovrebbero arrivare le stime definitive sugli investimenti necessari e sulla situazione immobiliare della struttura. Da lì partirà il confronto sul possibile futuro del Mercato Centrale di Porta Palazzo.