Un murale fatto da giovani artisti per riqualificare la fontana dell'ex Superga, che celebri il lavoro delle operaie nella vecchia fabbrica di Madonna di Campagna. Dopo la Circoscrizione 5, è l'assessore alla Cura della Città Francesco Tresso a fare il punto sul futuro dell'opera realizzata dall’artista Cosimo Veneziano.
A sollecitare un chiarimento la consigliera di Torino Bellissima Silvia Damilano. Nel corso del tempo il monumento è stato più volte vandalizzato. Per scongiurare il ripetersi di questi episodi negli scorsi mesi sono state avviate interlocuzioni tra gli uffici tecnici comunali e lo stesso artista, nell’ambito di un confronto tutt'ora ancora aperto
L’ipotesi di intervento
La soluzione individuata prevede il ripristino del muro attraverso la stesura di un nuovo fondo, la rimozione delle parti deteriorate dell’opera realizzate da Veneziano e la successiva realizzazione del murales. L’idea sarebbe quella di mantenere la memoria del lavoro originario, reinterpretando il tema delle lavorazioni della storica fabbrica di Superga attraverso un nuovo disegno a bomboletta fatto da giovani artisti.
L’obiettivo dichiarato è quello di non disperdere il significato dell’opera, preservandone la funzione di racconto del lavoro femminile legato alla produzione industriale torinese.
L’opera e il suo valore storico
Il progetto originario, realizzato nel 2012, si inseriva nel lavoro “Questo è dunque un monumento?”, dedicato alle operaie della Superga e curato dal collettivo a.titolo. L’intervento prevedeva l’utilizzo di lastre in Corten applicate a una fontana pubblica dell’ex stabilimento, sulle quali erano raffigurate mani femminili intente a riprodurre i gesti del lavoro di assemblaggio delle scarpe. Un’opera nata da un lavoro di ricerca basato su interviste alle ex operaie e pensata come dispositivo memoriale legato alla storia industriale e sociale della città.
Degrado dell’area
Negli anni successivi, però, l’area ha però subito profonde trasformazioni. La fontana originaria è stata rimossa e il contesto urbano circostante ha attraversato fasi di degrado, con perdita di visibilità dell’opera e progressivo deterioramento del suo impatto originario. Per la consigliera Damilano è importante che il murales mantenga un legame con la storia della ex fabbrica. "Nei monumenti presenti a Torino - ha chiarito - è esclusa la figura della donna concreta, che adempie al suo lavoro".