Politica - 08 giugno 2026, 18:24

Post su Facebook, duro botta e risposta tra Nicco e le opposizioni

Il presidente del Consiglio regionale: "Non ho offeso le donne, ma difeso la presunzione di innocenza". Pd, M5S e Avs all'attacco: "Parole di una gravità inaudita"

Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco

"Respingo con fermezza la lettura strumentale che I gruppi di minoranza hanno voluto dare delle mie parole. Non ho offeso la dignità delle donne e non ho minimizzato in alcun modo la gravità della violenza sessuale, che va sempre condannata con la massima fermezza quando accertata". Così Davide Nicco, Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, replica alle dichiarazioni dei gruppi di minoranza sul post pubblicato sul suo profilo personale di Fb. 

"Ho scritto, invece, una cosa molto chiara: le denunce vanno prese sul serio, chi denuncia va rispettato e tutelato, ma nessuno può essere trasformato in colpevole sui giornali prima che i fatti siano accertati nelle sedi competenti. La presunzione di innocenza non è una formula astratta: è un principio fondamentale dello Stato di diritto".

"Proprio perché ricopro una carica istituzionale, - spiega il Presidente - ritengo doverosa una condotta sempre improntata alla massima prudenza, trasparenza e verificabilità. Per questo ribadisco e confermo che, quando incontro persone che non conosco, uso normalmente l’accortezza di non riceverle da solo o comunque di mantenere condizioni tali da evitare qualsiasi possibile equivoco a tutela mia, ma anche di coloro che ricevo. Non si tratta di diffidenza verso qualcuno, né tantomeno verso le donne: si tratta di una regola di buon senso, utile a tutelare tutti, compresa la funzione pubblica che rappresento, dal rischio di fraintendimenti, accuse strumentali o anche false che, prima ancora di essere accertate, possono trasformarsi in una condanna pubblica anticipata. E le conseguenze in tal caso rischiano di ricadere a livello di credibilità non solo sulla persona accusata, ma anche sull’autorevolezza dell’istituzione".

"Quando i fatti denunciati e in particolare fatti gravi come una violenza, vengono accertati, la condanna deve essere netta e senza alcuna ambiguità. Ma fino a quel momento servono equilibrio, cautela e rispetto per le sedi competenti. Alimentare processi mediatici e usare vicende così delicate per attaccare l’avversario politico non aiuta né la giustizia, né le vittime vere, né il confronto pubblico", conclude Nicco.

Le opposizioni all'attacco: "Parole inaudite"

Le opposizioni, però, hanno attaccato duramente il presidente del Consiglio regionale. "È di una gravità inaudita il post pubblicato sui social dal presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, per commentare la notizia della denuncia di un’imprenditrice al senatore di Forza Italia Francesco Silvestro per violenza sessuale. A fronte della denuncia, la prima reazione di Nicco - massimo rappresentante del Consiglio regionale piemontese - è quella di preoccuparsi dell’immagine pubblica dell’accusato, con affermazioni che mortificano non solo l’imprenditrice che ha deciso di denunciare, ma tutte le donne", attaccano la capogruppo regionale del M5S Sarah Disabato, insieme ai consiglieri Alberto Unia e Pasquale Coluccio.

"Il presidente Nicco cita un "consiglio" datogli in passato da un ex amministratore: “Quando ricevi in ufficio una donna che non conosci, se sei solo lascia sempre la porta aperta. Non si sa mai”. Un abominio che lascia intendere come la presenza di una donna in ufficio sia un problema da gestire. La prima preoccupazione di Nicco è evitare di finire vittima di accuse infondate, senza alcun rispetto della persona che ha di fronte, che in quanto donna - secondo questa perversa logica - rischia di causare problemi. Tutto ciò è gravissimo già di per sé, ma lo è ancora di più perché scritto dal presidente del Consiglio regionale, a testimonianza della cultura patriarcale e misogina che ancora oggi permea le istituzioni e certi esponenti della Destra che governa questa Regione. 

Senza considerare le conseguenze che queste parole possono avere sulle donne vittime di violenza, che rischiano di sentirsi delegittimate e colpevolizzate nella scelta di denunciare. Domani, in Consiglio regionale, chiederemo al presidente Cirio una presa di distanza da queste affermazioni. Da Nicco auspichiamo la volontà di eliminare quanto prima il post e chiedere scusa pubblicamente non solo alla donna che ha sporto denuncia, ma a tutte le donne", concludono gli esponenti del M5S.

"Pretendiamo che il Presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, chieda pubblicamente scusa. Le sue affermazioni, affidate ai social, rappresentano un salto indietro nel tempo inaccettabile e un'offesa alla dignità delle donne". Con queste parole il gruppo consiliare del Partito Democratico del Consiglio regionale del Piemonte stigmatizza duramente il post del Presidente dell'aula di Palazzo Lascaris in merito alla denuncia di violenza sessuale che vede coinvolto il senatore di Forza Italia, Francesco Silvestro. Secondo i consiglieri dem, ci si trova davanti a un copione vergognoso che non è più tollerabile, specialmente se recitato da chi rappresenta l'intera comunità piemontese.

Nel testo diffuso dal gruppo Pd si evidenzia la gravità dell'intervento del Presidente: "Siamo di fronte a parole gravi e pericolose, soprattutto perché pronunciate da un’alta carica istituzionale. Il Presidente del Consiglio regionale non si limita a mettere in dubbio una denuncia di violenza sessuale, ma agisce senza mezzi termini la colpevolizzazione della vittima. Attraverso frasi, atteggiamenti e sentenze basati su pregiudizi e stereotipi di genere, si alimenta la cultura del 'se l'è cercata'". I consiglieri regionali del Partito Democratico entrano poi nel merito delle espressioni utilizzate:
- Il velo del sospetto: liquidare la questione parlando di "scusa del patriarcato" o pontificare sulla "porta da lasciare aperta" serve solo a scaricare sulla donna che denuncia la coltre del sospetto.
- La retorica colpevolizzante: è lo stesso identico tono di chi si chiede "chissà com'era vestita" o "cosa ci faceva da sola a quell'ora". Un cliché retrogrado che speravamo di aver cancellato dal dibattito pubblico e che mai avremmo voluto vedere associato al Consiglio regionale del Piemonte.
Il finto garantismo sul banco degli imputati

Consigliere e consiglieri del Gruppo Pd piemontese respingono con forza ogni tentativo di giustificare l'uscita del Presidente Nicco sotto lo scudo della presunzione di innocenza. "È così che si manipolano l’informazione e la realtà: capovolgendo i ruoli e mettendo la vittima sul banco degli imputati. Tutto questo non ha niente, ma proprio niente a che vedere con il dovuto garantismo. Essere garantisti - conclude il gruppo del Pd - richiederebbe il massimo sostegno a chi trova il coraggio di denunciare e l’assenza totale di giudizio, non la promozione di pregiudizi tossici da cui le istituzioni dovrebbero essere le prime a prendere le distanze", concludono gli esponenti regionali del Pd.

"Davide Nicco, presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, oggi a mezzo social dà un perfetto, e drammatico, esempio di che cosa è la vittimizzazione secondaria. Di fronte alla denuncia per violenza sessuale nei confronti del Senatore di FI Silvestro da parte di una donna, peraltro correttamente riportata come denuncia dai giornali, Nicco insinua il dubbio che potrebbe essere tutta una montatura, perché "quando sei solo con una donna non si sa mai" e afferma che "con la scusa della lotta al patriarcato" si arrivi alla mostrificazione mediatica dell'accusato", attaccano le consigliere regionali di AVS Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro.

"A parte il fatto che ci siamo stufate del garantismo a giorni alterni di FdI, che non perde occasione per mettere alla gogna tutte le categorie a loro invise, dalle persone straniere agli attivisti climatici a chi è sceso in piazza per Gaza, salvo poi urlare allo scandalo quando la giustizia tocca qualcuno di loro, le frasi di Nicco sono di una gravità inaudita e ci riportano indietro di decenni. Contrastare la violenza di genere, che ha portato a due femminicidi sfiorati solo nella città di Torino nell'ultima settimana, è impossibile se questo è l'atteggiamento di minimizzazione e delegittimazione che arriva dalle più alte cariche pubbliche.

Nicco aveva già dato prova della sua considerazione della parità di genere quest'estate quanto mise a tacere la capogruppo di AVS apostrofandola come "isterica", ma oggi si è passato il segno. Pretendiamo la rimozione di quel post e delle scuse formali domani in aula. Fermo restando che il procedimento penale farà il suo corso, alla donna che ha denunciato va la nostra solidarietà per questo episodio di vittimizzazione secondaria. Sorella, noi ti crediamo", hanno concluso le tre esponenti della sinistra.

"Difendere la presunzione di innocenza non significa evocare il fantasma delle false accuse né liquidare anni di battaglie contro molestie e violenze come una semplice "scusa del patriarcato". Un rappresentante delle istituzioni dovrebbe saper tenere insieme due principi: nessuna condanna prima di un giudizio definitivo e nessuna delegittimazione preventiva di chi denuncia - ha dichiarato invece la capogruppo in Regione di Stati uniti d'Europa Vittoria Nallo - Le donne non sono un rischio da cui difendersi lasciando la porta aperta, sono cittadine che hanno diritto a essere ascoltate e rispettate. Ed è francamente sconfortante che da chi ricopre ruoli istituzionali arrivi un messaggio che alimenta diffidenza verso le donne anziché promuovere rispetto e responsabilità".

redazione