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Politica | 09 giugno 2026, 14:48

La destra non li vuole ambasciatori di Torino. I Subsonica replicano: "Nessun rispetto per mondo musicale della città"

La band si sfoga su Facebook: "Continueremo a portare la torinesità nel mondo"

Immagine d'archivio

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"Non avete fatto un dispetto a noi: siete solo riusciti a mancare di rispetto al mondo musicale della città". Dopo le polemiche di ieri, i Subsonica rispondono direttamente al centrodestra della Sala Rossa. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Torino Bellissima e Torino Libero Pensiero hanno annunciato di non votare per la nomina della band ad ambasciatori di Torino nel mondo.

Casacci ed Aska

La motivazione? Una questione strettamente politica. Max Casacci, tra i fondatori e musicisti del gruppo, è stato uno dei garanti del Patto di Collaborazione con Askatasuna. Se ieri a replicare alla minoranza era stato il sindaco Stefano Lo Russo, oggi è la volta della band.

"Continueremo a portare la torinesità nel mondo"

Che dopo aver ringraziato la Città, aggiunge: "Continueremo a portare in giro per vari mondi la nostra complessa e complicata torinesità. Lo abbiamo sempre fatto, dopo questo tentativo affettuoso, lo faremo con maggiore senso di gratitudine".

"Agli amici della destra - prosegue la band in un post su facebook -, che con la loro iniziativa hanno iniziato a soffiare le fanfare della campagna elettorale, ricordiamo che non è stato uno dei Subsonica o la band a chiedere alla Città di opporsi allo sgombero del centro sociale, ma tutta la comunità delle band, degli artisti, dei luoghi della musica attraverso una lettera aperta al Sindaco e alla Giunta". 

"Spazi sociali parte integrante di Torino"

"Gli spazi sociali - proseguono - sono stati parte integrante della storia musicale di Torino durante gli ultimi decenni, e opporsi al montare di un clima repressivo di sgomberi e desertificazione e è stato un istinto naturale e spontaneo". La presenza quindi di Max Casacci  nel percorso di trasformazione di Askatasuna in “bene comune” è "il riflesso di questa posizione collettiva". 

"Da una parte decenni di spazi riempiti di suoni, voci, legami e pensieri, dall’altra camionette che militarizzano il nulla a spese della collettività" concludono i Subsonica.

Cinzia Gatti

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