Mentre il cantiere del Pinqua procede spedito e il nuovo edificio di piazza Montale si avvicina alla consegna, resta aperto il dibattito sul futuro dell'ex fontana delle Vallette. Tra chi vorrebbe riattivarla e chi demolirla o trasformarla in aiuola.
Sono le idee emerse all’incontro tra il Comune di Torino e la Circoscrizione 5, tenuto a battesimo al teatro Don Orione. Uno sguardo al futuro. Sì, perché la storica fontana (appena rimessa in sesto) rischia di ricadere, tra qualche mese, nei soliti noti problemi: atti di vandalismo e degrado. Una parentesi che il quartiere vorrebbe lasciarsi alle spalle.
In oltre vent'anni la fontana ha funzionato soltanto per pochi mesi, per poi trasformarsi in un manufatto inutilizzato e spesso bersaglio di atti vandalici. L'assessore comunale al Verde e alla Cura della Città Francesco Tresso ha escluso, almeno per ora, una riattivazione dell'impianto. “Le fontane hanno costi notevoli. In alcuni casi le abbiamo riconvertite in aiuole, ma qui non è così semplice. Oggi non abbiamo risorse immediate per capire cosa farne in futuro, al di là della manutenzione minima”. Un problema legato anche all'assenza delle vecchie tubature: “Riattivare una fontana non è affatto banale, bisognerebbe rifare tutti gli impianti”.
Liardo: “Smantelliamola”
Sul tavolo c'è anche la proposta avanzata dal capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Civico, Enzo Liardo, che da tempo chiede, suo malgrado, la rimozione della struttura. “Allo stato attuale è soggetta a degrado e atti vandalici. O si staccano i sanpietrini o qualcuno li stacca e li usa come armi”. Un'ipotesi che però si scontra con i costi: per eliminare completamente il manufatto e ripristinare il suolo servirebbero circa 150mila euro.
La 5: “Valutiamo tutte le strade”
Tra le ipotesi più concrete emerse durante il confronto ecco quella che prevede di trasformare la vasca in uno spazio verde. “Ridare l'acqua alla fontana avrebbe reso la piazza sicuramente più bella - ha osservato il coordinatore all'Ambiente della Circoscrizione 5 Giorgio Tassone -, ma non essendo possibile occorre trovare un piano B”. Una soluzione condivisa anche dal presidente della Circoscrizione 5 Alfredo Correnti: “Un'aiuola sarebbe per noi un'ottima notizia, così come qualsiasi intervento capace di cancellare il degrado dalla piazza”.
Tresso stesso ha confermato come il riempimento della vasca con terriccio e la sua riconversione a verde rappresentino oggi l'intervento più immediato. Un progetto che potrebbe nascere anche con il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle realtà del territorio.
"Potrebbe essere una soluzione sperimentale e provvisoria, poi vedremo come andrà", ha precisato.
Un quartiere partecipe
Proprio la partecipazione è stata uno dei temi più discussi. La consigliera del Movimento 5 Stelle Dorotea Castiglione ha proposto di valutare una convenzione per affidare la cura dello spazio a soggetti esterni, attraverso forme di adozione o presa in carico. Sulla stessa linea il consigliere comunale del Partito Democratico Simone Tosto, che ha suggerito di coinvolgere residenti e volontari di Torino Spazio Pubblico per dare nuova vita all'area. Tra le idee emerse anche quella di realizzare un monumento utilizzando gli stessi sanpietrini che negli anni sono stati più volte divelti dai vandali. Una proposta che potrebbe conservare la memoria della fontana senza rinunciare a una nuova funzione per lo spazio.
Non tutti, però, sono pronti a dire addio definitivamente alla struttura. Comitati, tavoli di quartiere e associazioni culturali hanno espresso perplessità sull'ipotesi di cancellare un elemento che, nonostante il lungo abbandono, continua a essere percepito come parte dell'identità della piazza.