Sarà presentato domani al Cinema Massimo alle ore 21 il film "Ivana" diretto da Farian Sabahi.
Un cortometraggio contro la pedofilia con protagoniste Ivana Becocci e Marina Rosso che ha ricevuto la speciale "Io Posso" al festival Zonta Club Alessandria
"A Varigotti - spiega la regista - intervisto persone che conosco da decenni e che hanno stima di me e del mio lavoro. Invito a casa nostra, sotto il portico, Susanna Berra, che era stata proprietaria dei Bagni Liliana. Sarà lei a raccontare alla sua amica Marina Rosso del nostro incontro e a farmi conoscere sua madre Ivana. Da Ivana mi reco con il blocco degli appunti, la biro e il cellulare. Metto il telefono in modalità aereo, dopodiché inizio a registrare l’audio. Il video sarà realizzato in seguito. Quella di Ivana non è una storia facile. Non ci sono morti ammazzati per strada, come è successo in Iran nel massacro del gennaio 2026, ma è comunque una storia dolorosa. Una storia di riscatto, che mi sono sentita in dovere di raccontare."
Alla proiezione seguirà l'incontro con Farian Sabahi.
La trama
Capelli rossi cotonati, occhi verdi, trucco impeccabile. Ivana è un personaggio felliniano. La sua è una storia di povertà, violenza sessuale e malattia, ma anche una storia di riscatto: trova lavoro, fa il mutuo e compra casa, si sposa e ha una figlia. Originario di Parma, il nonno materno aveva trovato lavoro come spazzino e becchino a Varigotti, un borgo della Riviera ligure di Ponente. Nel 1933 la giovane e bella Iole, madre di Ivana, si innamora di un marinaio napoletano, quasi ogni sera percorre il sentiero che da Varigotti porta al semaforo di Capo Noli, la stazione militare tra Varigotti e Noli, a picco sul mare. Quando rimane incinta, il bel marinaio torna a Napoli dove tiene moglie. A Varigotti, la piccola Ivana è “figlia di enne enne”. Quando ha sette anni, la mamma si sposa con un uomo violento, che abusa della figliastra e, per questo, finirà in carcere. Dopo qualche mese, Ivana si ammala e resterà claudicante. A 91 anni, contatta Farian Sabahi per raccontarle la sua storia. Dopo averne raccolto la testimonianza, la regista decide di accompagnarla alla stazione militare dove Ivana era stata concepita ma, a causa dell’invalidità, non era riuscita a salire.