Ci sono 520 attività commerciali in meno, a Torino, rispetto al 2025. Addirittura 2000, se si torna al 2019, senza contare le oltre 140 attività in meno del settore dell'intermediazione. In tutta la provincia sono più di 1000 i negozi chiusi (o meglio, il saldo tra nuove aperture e chiusure) dal 2005, e 4500 dal 2019. È il quadro nero del commercio di prossimità, che fatica sempre di più a sopravvivere, e a rimetterci non sono solo i titolari dei negozi e i loro dipendenti ma tutta la comunità.
La raccolta firme lanciata da Confesercenti
Se il trend non sarà invertito i quartieri saranno sempre più vuoti e meno sicuri, le persone più isolate, le città più buie e le strade piene di furgoni che trasportano merci acquistate online. Per questo motivo Confesercenti ha avviato una raccolta firme nazionale per lanciare una proposta di legge popolare che salvaguardi il commercio di prossimità, chiedendo al Governo di istituire Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro) dove i commercianti possano ricevere agevolazioni fiscali o sostegni economici e semplificazioni burocratiche.
Male panetterie e pasticcerie, malissimo le edicole
Guardando ai diversi tipi di negozi, in aumento sono solo i ristoranti. A Torino registrano un +18% rispetto al 2019 e +2,5% dal 2025. Malissimo invece le edicole, che sono quasi dimezzate (-42% dal 2019) e panetterie e pasticcerie (-36% dal 2019 e -13% rispetto al 2025). Frutta e verdura e pescherie vicine al -30%, con queste ultime che sono diminuite fortemente nell'ultimo anno, registrando un -9,5% dal 2025 al 2026. Rispetto a un anno fa, l'unica categoria in pari è quella di frutta e verdura mentre reggono i bar (-0,5%) e l'abbigliamento (-0,5%), che però dal 2019 segnano rispettivamente un -16% e -19%. Ristoranti a parte, dal 2019 il settore che ha retto "meglio" è quello delle librerie, comunque con un -14%.
"Lanciamo questa raccolta firme - ha spiegato il presidente di Confesercenti Torino e provincia Enzo Nettis - per supportare il valore del commercio di prossimità, in particolare affanno soprattutto in alcuni settori. Se un'attività chiude si perde valore sociale, dei luoghi, l'appartenenza al luogo in cui si abita, una comunità, l'illuminazione. Dove c’è un’impresa di prossimità, c’è un presidio sociale, c’è una vetrina accesa, una strada più frequentata, un servizio vicino alle persone, un punto di riferimento".
La concorrenza di e-commerce e online
Un grande nemico del commercio di prossimità è sicuramente quello online, più comodo per gli acquirenti ma che porta con sé numerose problematiche. Confesercenti ha calcolato che, per la differente tassazione, le grandi piattaforme online versano venti volte meno rispetto all'intero comparto di commercio, turismo e ristorazione. Si parla di 4 miliardi di Irpef e altri 4 di imposte locali, contro solo 450 milioni di euro di webtax. Inoltre, producono lavoro a basso costo e inondano le città di furgoni destinati al trasporto delle merci, come sottolineato dalla presidente della Circoscrizione 1 Cristina Savio: "Passano dalle strette strade del centro per tutta la mattina, strade che non sono state pensate per mezzi di quelle dimensioni e che rovinano il manto stradale che poi dobbiamo aggiustare con le nostre finanze, pagate con le tasse di tutti".
"L'e-commerce è comodo ma dobbiamo valutare l'impatto ambientale, occupazionale e di tassazione - ha commentato il vicepresidente di Confesercenti Fulvio Griffa - ma nessuno ha la volontà politica di mettere le tasse sull'e-commerce. La nostra proposta è una forma di reale intervento sull'economia, se dovessimo perdere le attività di prossimità le città diventerebbero semi deserte: sono beni comuni e vanno difesi come tali".
Chiavarino: "Pesa il calo del manifatturiero"
Alla presentazione della raccolta firme presente anche l'assessore al commercio Paolo Chiavarino, che ha sostenuto l'iniziativa e ricordato le misure già prese dalle amministrazioni locali: "Si tratta di un'iniziativa preziosa - ha commentato - Torino subisce una forte trasformazione derivante dal calo del settore manifatturiero e ha avuto grossi contraccolpi. Ma la Città ha reagito, con le iniziative Torino compra vicino e Torino mercati. La ZesPro può diventare uno straordinario strumento di presidio del territorio e di sostegno al commercio di vicinato e i Duc – i distretti urbani del commercio – vanno nello stesso senso".
Anche il consiglio comunale sosterrà la proposta, come detto dal presidente della commissione lavoro Pierino Crema, che ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno.
Il vicepresidente della circoscrizione 3, Francesco Aglieri Ribella, ha inoltre suggerito di appoggiarsi anche ad altre soluzioni per sostenere i quartieri: "È legittimo chiedere allo Stato un supporto, ma oggi attraverso il piano regolatore possiamo riprogrammare quartiere per quartiere, ricorrendo non solo a fondi pubblici ma anche a progetti internazionali che fanno riferimento a fondi privati, come il Reinventing Cities utilizzato da Napoli, Bologna e Milano. Gli strumenti ci sono, bisogna volerli applicare".