Economia e lavoro - 19 giugno 2026, 13:37

Mirafiori, la fermata si allunga e comincia prima di San Giovanni: sei giorni di stop e i sindacati insorgono

Fiom Cgil: "Segnali molto preoccupanti, soprattutto dopo le dichiarazioni di Filosa". Fim Cisl: "Così si genera incertezza e disagio crescente"

Rallenta la produzione della 500 ibrida a Mirafiori

Due giorni in più, fino ad arrivare a un'intera settimana. Si allunga la fermata produttiva di Mirafiori: una serie di comunicazioni arrivate proprio nelle ore successive alle audizioni dell'ad di Stellantis, Antonio Filosa, in Parlamento, hanno delineato uno stop che andrà dal 22 al 29 giugno. La motivazione è legata alla mancata fornitura di alcuni materiali.

Novità che non piacciono ai sindacati. Come dice il responsabile per Mirafiori di Fiom Cgil Torino, Gianni  Mannori: "Il segnale è pessimo e lo stiamo dicendo da diverse settimane, da quando è finita la cassa a fine gennaio questa è la fermata totale più lunga, proprio nel momento in cui ci sarebbe dovuto essere il picco produttivo della 500 ibrida. I segnali sono molto preoccupanti, anche in funzione delle dichiarazioni di Filosa che prevede per Mirafiori nuovi modelli della 500 non prima del 2030. È necessario che le istituzioni regionali e nazionali intervengano da subito per evitare di dover affrontare già da quest'anno, che doveva essere quello della piena occupazione, un ricorso agli ammortizzatori sociali che significherebbe l'ingresso in un tunnel di declino industriale per tutto il territorio di portata drammatica".

Negativo anche il giudizio di Fim Cisl Torino e Canavese, con il segretario generale Rocco Cutrì e il  referente settore auto, Igor Albera. "La produzione di auto a Mirafiori ferma per una settimana intera utilizzando permessi personali concordati e recuperi produttivi. Pur comprendendo le motivazioni legate ai flussi di fornitura e alle esigenze organizzative, riteniamo che la ripetitività di queste fermate stia generando incertezza, discontinuità lavorativa e crescente disagio tra le lavoratrici e i lavoratori. Una situazione che richiede massima trasparenza, un confronto più strutturato e soluzioni che garantiscano maggiore stabilità produttiva".