Il clima si infuoca, e non solo per le temperature eccezionali di questi giorni, attorno alla rete vendita Carrefour. Le organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS Torino hanno deciso di replicare con fermezza e determinazione alle recenti dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da Mastrolia, nuovo proprietario dell'intera rete del marchio francese in Italia e del gruppo New Princes. Una presa di posizione unitaria che fa seguito agli scioperi indetti dalle rappresentanze sindacali interne, in particolare presso l'ipermercato del centro commerciale Le Gru di Grugliasco.
Negozi inadeguati e temperature insostenibili
Il nodo centrale della vertenza riguarda le condizioni strutturali e climatiche dei punti vendita, definite ormai inaccettabili. I rappresentanti dei lavoratori non usano mezzi termini: "A quanto pare il caldo soffocante di questi giorni, che non consente di poter lavorare nei negozi Carrefour di Torino, è arrivato anche all’estero".
Una stoccata diretta alla nuova proprietà, accusata di scarsa presenza e mancato dialogo sul territorio: "Da quando è iniziato il percorso di vendita di Carrefour Italia al gruppo New Princes, non abbiamo avuto il piacere di incontrare il dottor Mastrolia di persona: si manifesta unicamente telefonicamente, in videoconferenza o a mezzo stampa". I sindacati ribadiscono di aver segnalato a più riprese, a livello nazionale e territoriale, le pesanti criticità, denunciando "una rete vendita con negozi vecchi ed inadeguati sia per lo svolgimento del lavoro che per la clientela a partire dalle condizioni climatiche, freddo in inverno, caldo, troppo caldo in estate".
Le motivazioni degli scioperi
Condizioni che hanno reso il lavoro impossibile, sfociando negli ultimi giorni in sacrosante proteste. Le sigle respingono con forza le accuse di strumentalizzazione o di presunte divisioni interne. La scorsa settimana la provincia di Torino ha infatti registrato due scioperi legati al clima: il primo nel punto vendita di Chivasso, proclamato da Fisascat CISL e UILTuCS, e il secondo a Grugliasco, indetto da Filcams e UILTuCS. Una differenza formale dovuta unicamente all'effettiva rappresentanza presente all'interno dei singoli negozi, e non certo a spaccature nel fronte sindacale.
A Grugliasco, le ragioni della mobilitazione sono andate ben oltre l'assenza di un'adeguata climatizzazione. Le sigle denunciano a gran voce "le continue trasferte indiscriminate ed i trasferimenti coatti, il mancato confronto con il sindacato in merito all’organizzazione di lavoro". Un quadro allarmante che negli anni ha portato a una netta riduzione del personale, con un conseguente aumento dei carichi per i dipendenti, "considerati unicamente un costo e mai una risorsa".
La richiesta di un piano industriale e lo stato di agitazione
L'attacco al nuovo vertice aziendale chiama in causa la vera natura del fare impresa e le responsabilità sociali: "Il signor Mastrolia, piuttosto di tentare di rompere il fronte sindacale e di pensare al solo profitto che quest’operazione commerciale gli potrà rendere, dovrebbe preoccuparsi maggiormente delle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti".
I sindacalisti lamentano l'assenza di prospettive concrete e un futuro incerto: "Chiediamo da tempo un piano industriale chiaro che consenta un rilancio dei negozi ed un lavoro dignitoso per le tante lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno costituito la ricchezza della rete vendita Carrefour in Italia".
Giudicando gravi e fuori da ogni logica imprenditoriale le affermazioni della nuova proprietà, le tre sigle sindacali si riservano di valutare ogni possibile azione legale e proclamano, con effetto immediato, l'apertura dello stato di agitazione per tutti i negozi Carrefour di Torino e provincia.