Striscioni, megafoni e decine di assegnatari davanti alla sede Atc di corso Dante per chiedere risposte sulla gestione delle case popolari, sulle spese del teleriscaldamento e sulle manutenzioni degli stabili. Questa mattina Potere al Popolo, Prendocasa e Asia Usb hanno organizzato un presidio davanti agli uffici dell'Agenzia territoriale per la casa denunciando quella che definiscono una situazione sempre più difficile per molte famiglie.
"La casa è un diritto" e "Basta speculare, riqualificate le case" sono alcuni degli slogan comparsi sugli striscioni esposti davanti alla sede Atc. Tra le richieste avanzate dai manifestanti la messa a disposizione degli alloggi ERP oggi inutilizzati e non assegnati, maggiori interventi di manutenzione negli edifici, la ripresa regolare delle pulizie delle parti comuni e una revisione delle spese di riscaldamento.
Nel mirino soprattutto le bollette del teleriscaldamento e i conguagli recapitati negli ultimi anni agli assegnatari. Una contestazione che coinvolge anche alcuni residenti dei complessi Atc di Borgaretto-Beinasco, presenti al presidio per raccontare la propria esperienza.
Bollette salate anche con i riscaldamenti spenti
"Non si possono pagare 400 euro di teleriscaldamento dopo essere stati costretti a tenere i termosifoni chiusi - ha dichiarato Sergio Ferrero di Teleriscaldati Torino -. Vengono richieste cifre senza rendicontazioni chiare. Atc dovrebbe essere commissariata e oggi chiediamo un incontro con qualcuno dei vertici. Non andremo via finché non ci verrà garantito un confronto. Le bollette vengono fatte pagare senza che vengano fornite spiegazioni adeguate".
Tra i residenti intervenuti, diversi hanno raccontato di aver ricevuto importi giudicati sproporzionati rispetto alle dimensioni degli alloggi e ai consumi effettivi. "Per un appartamento di 44 metri quadrati ci sono arrivate rate da 223 euro per nove mesi - racconta una residente -. I contatori sono vecchi e da tempo non vengono più rilevati direttamente. Quando venivano letti risparmiavamo anche il 50% chiudendo le valvole. Adesso abbiamo l'impressione che i calcoli vengano fatti senza dati reali".
Le contestazioni riguardano anche i conguagli accumulati negli ultimi due anni. "Dal luglio 2024 abbiamo ricevuto richieste per migliaia di euro. Abbiamo avuto incontri con Atc e con rappresentanti delle istituzioni chiedendo di poter visionare fatture e contratti dei fornitori per capire i costi della materia prima, ma non ci sono mai stati forniti i dati richiesti. Aspettiamo ancora un rendiconto dettagliato perché così non possiamo andare avanti".
Al presidio è intervenuto anche il signor Agostino, residente nelle case Atc che ha puntato l'attenzione sulle difficoltà economiche di molte famiglie. "Chi non paga spesso non lo fa perché non vuole, ma perché non riesce. Se una bolletta viene considerata esagerata, Atc dovrebbe schierarsi dalla parte degli assegnatari. Alcuni di noi sono clienti da oltre sessant'anni eppure sembra che le nostre segnalazioni non vengano ascoltate".
Migliaia di alloggi vuoti e sempre più famiglie in attesa di una casa
Oltre al tema del riscaldamento, i manifestanti hanno denunciato la presenza di migliaia di alloggi ERP vuoti e inutilizzabili mentre continua a crescere il numero di persone in attesa di una casa. Tra le richieste avanzate, anche la regolarizzazione delle persone che occupano alloggi per necessità in situazioni di grave emergenza abitativa e una revisione complessiva del regolamento Atc con il coinvolgimento diretto degli assegnatari.
Un presidio che non sembra avere intenzione di mollare la presa. Infatti, l'obiettivo dichiarato dai promotori della mobilitazione è ottenere un confronto con i vertici dell'ente e risposte concrete sulle criticità denunciate da residenti e associazioni.