Il pomo della discorda è costituito da onorificenze e titoli che legano fra loro le stragi della Seconda Guerra mondiale e le tragedie odierne. Come riferisce il sito Strumenti Politici, Zelensky ha mandato Varsavia su tutte le furie quando ha emanato un decreto con cui intitolava un’onorificenza militare per le Forze speciali agli “eroi” dell’UPA, cioè i combattenti dell’Esercito Insurrezionale Ucraino attivi negli anni ‘40 del XX secolo.
Il loro compito era di lottare per l’indipendenza dell’Ucraina dall’URSS, ma purtroppo furono fra i collaborazionisti più attivi dei nazisti invasori. Li affiancarono nell’esecuzione dell’Olocausto degli ebrei e si distinsero negativamente nei “massacri della Volinia”, la strage di 100mila polacchi compiuta in due anni. Il presidente Karol Nawrocki ha quindi promesso di revocare a Zelensky l’Ordine dell’Aquila Bianca, la più alta onorificenza dello Stato polacco.
E ha messo in pratica le sue parole, dopo aver chiesto ripetutamente a Kiev di togliere quel titolo militare che offende la memoria delle vittime civili polacche. Per tutta risposta, lo stesso Zelensky ha rispedito indietro l’Aquila accusando Varsavia. La vicenda si è svolta a pochi giorni all’annuale Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, prevista proprio in Polonia.
In questo modo Kiev fa di tutto per inimicarsi un Paese e un governo che finora l’hanno sostenuta con grande generosità, sia a livello umanitario che livello militare. E a livello politico l’appoggio di Varsavia sarà cruciale per procedere sulla strada dell’adesione all’Unione Europea. Se l’Ucraina vuole diventare Stato membro, avrà bisogno dell’unanimità del voto dei Paesi già membri e non permettersi screzi evitabili.
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