Non soltanto da osservare, ma anche da esplorare con le mani. È stata presentata questa mattina nella chiesa del SS. Sudario di Torino la nuova Sindone Visio-Tattile, una riproduzione tridimensionale del Sacro Lino pensata per permettere anche alle persone con disabilità visiva di conoscere direttamente l'immagine dell'Uomo della Sindone attraverso il tatto.
Una riproduzione in scala
Il progetto, promosso dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS e realizzato dalla direzione scientifica del Museo della Sindone, punta a coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e accessibilità. La riproduzione, realizzata in scala 1:1 nella parte del telo che raffigura frontalmente l'Uomo della Sindone, è stata sviluppata trasformando le variazioni di luminosità e intensità cromatica dell'immagine originale in rilievi tridimensionali, così da rendere percepibili dettagli e forme attraverso l'esplorazione tattile.
La sofferenza percepita con le mani
L'aspetto più innovativo dell'opera è proprio la possibilità di "leggere" con le dita le ferite presenti sul corpo dell'Uomo della Sindone. La profonda lesione al costato destro, i segni sulla fronte, le ferite ai polsi e ai piedi, la posizione degli arti e numerosi altri particolari anatomici possono infatti essere riconosciuti direttamente attraverso il tatto, offrendo un'esperienza che va oltre la semplice osservazione visiva.
"La possibilità offerta dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, grazie al lavoro della direzione scientifica del Museo della Sindone, è suggestiva e necessaria - ha sottolineato la vicesindaca Michela Favaro -. Lo è per tutte le persone ipovedenti che avranno la possibilità di confrontarsi con un reperto storico dal grande valore religioso per tanti fedeli, ma anche per chiunque voglia avvicinarsi da un'altra prospettiva a quello che, nel corso dei secoli, è diventato un simbolo del nostro territorio".
Dalla ricerca scientifica alla divulgazione
A guidare il progetto è stato il professor Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone e responsabile scientifico dell'iniziativa. Attraverso le più avanzate tecnologie di elaborazione tridimensionale e gli studi scientifici condotti anche con il contributo di ricercatori dell'Università e del Politecnico di Torino, è stato possibile trasformare l'immagine in una superficie tridimensionale capace di mettere in evidenza elementi che normalmente sfuggono all'osservazione.
"Quando si percepisce la profondità della ferita al costato o si seguono con le dita le tracce delle colature di sangue sulla fronte - ha spiegato Balossino - non si acquisisce soltanto un'informazione, ma si entra in relazione con la sofferenza dell'Uomo della Sindone. È un'esperienza che coinvolge i non vedenti, ma offre nuove possibilità di comprensione anche a chi vede".
Una Sindone itinerante
La nuova realizzazione rappresenta anche un'evoluzione rispetto al plastico in alluminio creato in occasione dell'Ostensione del 2000. Più leggera e facilmente trasportabile, è stata progettata per uscire dai tradizionali spazi espositivi e raggiungere direttamente parrocchie, associazioni, luoghi di cura e realtà dedicate alle persone con disabilità visiva.
"L'idea era quella di non limitare questa esperienza a un solo luogo, ma di far sì che fosse la Sindone ad andare incontro alle persone", ha spiegato la project manager Valentina Caputo. Le prime tappe del percorso itinerante sono già state annunciate e partiranno nelle prossime settimane da Bardonecchia, per poi proseguire anche presso associazioni che operano con persone non vedenti.
Un progetto all'insegna dell'inclusione
Per Giorgio Gagna, presidente della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, sostenere il progetto significa unire memoria storica, ricerca e inclusione sociale. "Rendere accessibile la Sindone significa ampliare le possibilità di conoscenza, favorire la partecipazione di tutti e sostenere la diffusione della cultura attraverso strumenti innovativi e scientificamente rigorosi", ha dichiarato.
Alla presentazione erano presenti anche Massimo Borghesi, presidente della Confraternita del SS. Sudario, Mauro Rubat Ors, presidente dei Cultores Sindonis, Vittorino Biglia, presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Torino, Ornella Valle, vicepresidente di APRI ETS APS, e Marco Andriano, content creator digitale con disabilità visiva, che hanno evidenziato il valore della nuova Sindone Visio-Tattile come strumento concreto di inclusione, accessibilità e divulgazione del patrimonio sindonico.