Terminate in valle di Susa le riprese di Boiler, opera prima del regista torinese Mauro Calvone. Un pellicola, la cui sceneggiatura è rimasta nel cassetto dal 2006, anno in cui ha vinto il Premio Solinas, nasce da un fatto di cronaca dei primi anni Duemila, quando un giovane decise di tagliarsi una gamba per incassare i soldi dell’assicurazione.
Nel cast Michele Eburnea, nei panni di Boiler, Martina Gatti, nel ruolo di Lilla e Raimondo Porzio in quello di Bambù.
“Qual è il valore della mia vita? È la domanda chiave che il protagonista si pone nell’attuazione del suo piano folle - spiega il regista -. Scoprire che la vita ha un valore economico assimilabile a una cosa, è la riflessione che ho voluto approfondire nel film”.
Con una cifra stilistica tra commedia e dramma, il film mira soprattutto a coinvolgere il pubblico su questa riflessione. “Dopo vent’anni credo abbia ancora senso riproporre quella storia. L’esigenza universale di sapere quanto vale la nostra vita non è legata solo agli anni 2000”.
Le location
Girato per lo più in val di Susa, nella pellicola, il minuscolo paese di montagna protagonista del film nella realtà non esiste. “Il tema era riportare un paese isolato per anni senza segnale tv e poi l’arrivo del satellite che da un giorno all’altro offre a questi abitanti una sbronza di informazioni che li manda fuori di testa. Il risultato è una distanza culturale con gli abitanti della città”.
La troupe ha girato dal 18 maggio al 19 giugno per cinque settimane tra i comuni di Condove, Chiusa San Michele, Rubiana, Caprie, Avigliana e in parte a Torino, Trino Vercellese, Vaie, Villastellone, Borgo Cornalese e Moncalieri.
“A Condove il sindaco Jacopo Suppo ci ha letteralmente portato in giro per il paese. Sembrava che il circo fosse arrivato in una città americana. A Chiusa San Michele, il bar di fronte alla stazione era chiuso e ce lo hanno aperto apposta, abbiamo girato diverse scene. È stato molto divertente e il rapporto con le persone del luogo ha fatto la differenza”.
Il paese è sormontato da un viadotto autostradale da cui cade di tutto. “Queste cose generano storie. Il viadotto diventa così un altro protagonista che genera racconti. È un film corale perché sono presenti le voci di molti degli abitanti del paese”.
Reference usata dal regista è la cittadina di Springfield ideata dal creatore dei Simpson, Matt Groening, di cui Calvone è da sempre grande fan.
“Tanti punti di vista perché in qualche modo il film è un intreccio tra storia in sé e il paese. Quello che volevo rendere è una via di mezzo tra Fargo e il Favoloso mondo di Amelie, questa è la mia ambizione”.
I fondi dei privati
Girato senza tax credit, il film gode del contributo del Piemonte Film TV Fund e del Film Fund Film Commission Vallee d’Aoste, oltre che dal sostegno di Film Commission Torino Piemonte. Lo zoccolo duro tuttavia dei fondi è rappresentato dagli investimenti di sei imprenditori piemontesi: 250 mila euro che equivalgono a circa il 25% del budget totale (circa 1 milione e 200 mila euro). “Sono molto orgoglioso di questi investimenti, al tempo stesso sento un po’ il peso di fare bene”. Una parte dei contributi arriva inoltre da Banca Sella e Banca Patrimoni contributo, mentre Showlab e Prodea hanno fornito i virtual set gratuiti.
Il film è ora nelle fasi di post produzione e sarà in sala nell’autunno 2027.