Attualità - 30 giugno 2026, 14:52

Più luce e una piazza civica aperta senza muri: ecco come rinasce la Gam Torino

L’inizio dei cantieri a fine 2026. Un investimento da 27 milioni di euro che vede aumentare di oltre 2000 metri quadrati gli spazi espositivi

Più luce e una piazza civica aperta e senza muri: ecco come rinasce la Gam Torino

La Gam Torino si prepara a diventare un museo con una grande piazza civica e nuovi spazi espositivi illuminati dalla luce naturale, ripercorrendo le linee guida del progetto originario del 1959. 

Lavori al via da settembre

I lavori prenderanno il via tra settembre e dicembre 2026, poi due sono le opzioni al vaglio: o si procederà per lotti, il che implicherà dai 36 ai 42 mesi di attesa, ma la costante apertura del museo, oppure si faranno gli interventi in un blocco unico con la chiusura al pubblico che però consentiranno una conclusione dei lavori più rapida. "È un aspetto da concordare con la Città, nei prossimi mesi prenderemo una decisione" spiega Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei. 

L’intervento da 27,5 milioni di euro sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo è stato progettato dallo studio olandese Mvrdv e dagli italiani Balance Architettura ed Ep&S Group. Al bando hanno partecipato 49 studi da tutto il mondo, i cinque finalisti saranno in mostra con i loro progetti a partire dal 1 luglio.

"Giornata storica per la città"

Giornata storica oggi per la Gam e la nostra città - continua Broccio - Abbiamo pensato insieme alla città e con Fondazione Compagnia di San Paolo di realizzare un lavoro di rigenerazione e riposizionamento del museo a livello internazionale. Abbiamo pensato di far evolvere il pensiero avanguardista delle origini. In nuovi modelli di fruizione per il pubblico di domani era fondamentale per noi”. 

Innovazione tecnologica e architettonica, sostenibilità, efficienza energetica, inclusione e nuovi modelli di incontro con l’arte sono gli obiettivi a cui mira il nuovo progetto. 

È bello quando si  resuscita un museo - aggiunge Maria Chiara Bertola, direttrice della Gam - Non è facile rigenerare qualcosa che già esiste. Dall’83 al ‘94 per adeguarlo sul fronte sicurezza il museo è rimasto nascosto ed è imploso in sé stesso. Con il nuovo progetto lo si potrà percorrere, ma anche creare delle zone con questa piazza sociale al piano terreno che sarà una vera piazza di incontri. Sono poi previsti depositi e spazi espositivi e stiamo lavorando tra gli equilibri di questi due punti”.

La Gam è un patrimonio museale tra i più importanti in Europa e al mondo. Abbiamo fatto una scelta politica nel 2021 cioè di mettere le risorse per la cultura come colonna di sviluppo della strategia della città. Vogliamo avere luoghi della cultura fruibili” conclude il sindaco Stefano Lo Russo.

Gli interventi 

L’aspetto più innovativo sarà per l’appunto la creazione di una grande piazza civica tramite la rimozione del grande muro che circonda il museo. Una struttura aperta ai cittadini in ogni momento e giorno dell’anno, al cui interno saranno organizzati eventi e iniziative. 

Un po’ come è stato per il Museo Egizio, la Gam punta quindi ad abbracciare la vita quotidiana della città. Uno spazio aperto che unisce arte e socialità con i giardini che si rinnovano e si arricchiscono di nuovo verde. “Quello che volevamo fare era rispettare la struttura, ma renderla più visibile. Abbiamo cercando di rimuovere gli elementi esterni non necessari per rendere più arioso l’edificio. Volevamo poi dargli luce, sarà come una lanterna illuminata dal basso e dalla luce naturale” spiega Winy Maas dello studio olandese Mvrdv.

Più spazi espositivi 

Secondo aspetto non meno importante è l'aumento degli spazi espositivi. Si passerà infatti da 4.306 mq a 6.934, con un aggiunta di oltre duemila metri quadrati espositivi. “La domanda che ci siamo posti è come si fa a esporre tutte le opere e quelle che verranno. Sin dall'inizio volevamo aumentare gli spazi espositivi. Abbiamo deciso allora di sfruttare il piano interrato come un polmone sotterraneo. Volevamo poi che la Gam diventasse un parco urbano e aggiungere spazi come aule e aree studio. Un invito per far tornare le persone di tutte le età a fruire di questi ambienti”, aggiungono Alberto Lessan e Jacopo Bracco dello studio torinese Balance Architettura. 

L’ingresso principale conserverà la sua storica collezione tra corso Galileo Ferraris e via Magenta, mentre un nuovo percorso pedonale, chiamato Diagonale di luce, attraverserà il complesso creando un collegamento tra il museo e i quartieri cittadini. La scala monumentale tornerà ad avere un ruolo centrale, sia a livello scenografico sia come fulcro della visita. 

Le oltre 50 mila opere conservate nei depositi saranno di nuovo accessibile al piano interrato dove si sposterà il Deposito Vivente. Un ambiente luminoso non più buio, che si potrà percepire grazie all’uso di superfici trasparenti. Al piano terra la biglietteria sarà affiancata dall'area didattica e l’area di ristorazione con accesso indipendente. Torna utilizzabile anche l’Auditorium, con foyer aperto e adattabile, anche questo dotato di accesso indipendente. Al primo e al secondo piano restano le collezioni permanenti e le aree per le mostre temporanee. 

Sostenibilità e sicurezza   

La Gam è orientata secondo il sole, non secondo la maglia romana come il resto della città. “Oggi la chiameremmo progettazione bioclimatica. All’epoca era qualcosa di sperimentale. Un progetto unico, poi cancellato dagli interventi negli anni ‘90. Al momento la struttura della Gam è malata. Ma possiamo intervenire come se fossimo dei medici. I nostri obiettivi sono racchiudibili in tre macro aree: la sicurezza degli utenti, il comfort e la conservazione delle opere” spiega Elena Bo, dello studio Ep&S Group. 

E dunque gli interventi saranno di adeguamento sismico, sicurezza antincendio, efficientamento energetico, qualità ambientale interna, conservazione delle opere. Sul fronte sostenibilità, la Gam “si dovrà orientare verso i prossimi 50 anni con l’essenza del passato” conferma Bo. 

È stato quindi richiesto dalla Fondazione Torino Musei, il certificato Leed per raggiungere un livello di qualità ambientale superiore a quello a cui siamo abituati.