Cultura e spettacoli - 01 luglio 2026, 16:59

Flashback Habitat, le storie dell'IPI nella mostra "Una vita migliore" in una nuova veste

Il riallestimento con i progetti Asterismi e Nuovi Sguardi da giovedì 2 luglio

Da giovedì 2 luglio a Flashback Habitat la mostra "Una vita migliore. Frammenti di storie dell’Istituto Provinciale per l’infanzia della Provincia di
Torino" si presenta in una nuova forma.

Nata da un’idea di Alessandro Bulgini è stata concepita come un’opera donata alla comunità ed è testimonianza della storia del luogo e di chi lo ha vissuto in prima persona.

Inaugurata nel 2023 al terzo piano del Padiglione B, Una vita migliore nasce come restituzione di quella moltitudine di mondi che si sono intrecciati nell’ex brefotrofio di Torino. Frammenti, scorci di storie dei nativi e delle native, delle tate, sono composti in un’opera corale che intreccia emozioni, arte e vita.

Una vita migliore si sviluppa nel Padiglione dove i lattanti, ospiti dell’I.P.I. venivano nutriti. Ogni ambiente vuole essere un micromondo dove immergersi ed entrare nelle storie raccontate. Ogni stanza si compone di ritratti audio-video dei “nativi” e delle “native” che rispondono a una semplice domanda, “Mi racconti?”, e lo fanno di profilo, posizione che suggerisce un rivolgersi fuori, altrove o forse verso un altro io.

I ritratti parlanti vengono accompagnati da immagini risalenti a una mostra fotografica dedicata al luogo, allestita alla chiusura del brefotrofio. Infine, ogni stanza si arricchisce di una mappa-racconto con stratificazioni di significati, grazie a fotografie e documenti di archivi pubblici e privati.

Il percorso espositivo si arricchisce di suggestioni e testimonianze in dialogo con la poetica di Flashback: riportare il sommerso alla luce, riattivarlo, risignificarlo nel contesto presente. Il pubblico si immerge nei documenti, nelle mappe, negli archivi dell'ex brefotrofio della città, ma incontra anche i protagonisti e le protagoniste nella loro attualità. Il dispositivo si ri-attiva con la loro presenza, acquisisce significati altri, amplificando il senso
di appartenenza al luogo e alla sua storia.

Due nuovi progetti 

La permanente vede la nascita di due nuovi progetti, pensati come contributi ulteriori, come nuove stratificazioni.

Asterismi è il primo: nelle stanze centrali compaiono tre nuove pareti che accolgono tre opere sul tema della maternità, dove antico, moderno e contemporaneo convivono sul medesimo orizzonte temporale: dagli scatti di Fabio Bucciarelli (2018) che ritraggono le madri di Gaza e del Libano, alla Madonna lignea della metà del Quattrocento (1445 ca.) di Giacomo Moranzon fino alla Mater Dulcissima in bronzo di Giuseppe Gallo (2004).

Il secondo Nuovi Sguardi nasce dalla collaborazione con Tea Taramino artefice e curatrice del PARI, Polo delle Arti Irregolari. Le finestre del corridoio un tempo utilizzate per tenere d’occhio i bambini e le bambine adesso si trasformano in display luminosi. Ad abitarli sono le opere di Girolamo Della Malva, Laura Biella e Luca Romano, artisti “irregolari” che ci indicano nuovi modi di guardare. Le opere riunite in questa sezione non chiedono di essere osservate come testimonianze di una condizione personale, né come eccezioni rispetto a una presunta normalità. Chiedono piuttosto di sospendere ogni
definizione e di lasciare che sia l’opera a creare la propria relazione con chi la guarda.

comunicato stampa