A rischio la copertura economica per le linee Gtt potenziate per gli universitari? È ancora presto per dirlo, ma lo spettro aleggia e il nodo gordiano va districato nei prossimi mesi. Se da un lato è stata annunciata in pompa magna la misura del “Piemove”, che permette agli studenti under 26 di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici, dall’altra la Regione chiede contezza dell’”efficacia” del potenziamento sugli assi delle sedi degli atenei, prima di procedere al finanziamento.
Questo nonostante nelle convenzione tra gli “impegna” della Regione c’era, oltre all’abbonamento gratuito, anche un percorso parallelo di potenziamento del servizio. Le linee in questione sono la 13 plus - che coprono il tratto tra Palazzo Nuovo e Porta Susa - e il 68 plus - asse di collegamento tra il Campus Luigi Einaudi e la stazione di Porta Nuova - nate in via sperimentale nel dicembre 2025.
La misura era stata pensata per rispondere al massiccio afflusso di studenti agevolati dalle nuove formule di abbonamento. Ora, però, il confronto si fa tecnico e politico sull'effettiva copertura dei costi d’esercizio.
Il nodo delle risorse
La sostenibilità economica delle due linee potenziate è appesa a uno stanziamento di 500 mila euro a favore di GTT, una cifra destinata a garantire la copertura del servizio ma limitata, per ora, al solo anno 2026, senza garanzie per il restante biennio del piano Piemove. Lo scorso 28 maggio i vertici di GTT hanno sollevato formalmente la questione della mancanza della copertura all'Agenzia della Mobilità Piemontese.
Quasi in contemporanea Agenzia e Regione chiedevano conto al Gruppo Torinese dei Trasporti di portare a conoscenza, attraverso un tavolo tecnico, i dati per valutare la reale efficacia del servizio: calcoli basati su frequenza, capienza dei mezzi, puntualità e altri parametri. Attualmente, l'azienda di trasporti torinese sta ultimando un report che sarà condiviso ufficialmente entro la fine del mese di luglio. I primi riscontri confermano la saturazione dei veicoli nelle fasce orarie di ingresso e uscita degli universitari, con livelli di riempimento che toccano spesso la capienza massima.
Nonostante ciò il verdetto finale non è ancora scontato: se le impressioni positive non dovessero trovare piena conferma nei dati strutturali, l'erogazione del plafond da 500mila euro potrebbe essere bloccata, portando alla definitiva sospensione delle linee speciali in quanto ritenuto un servizio non necessario.
Senza risorse non si potenzia
L'ipotesi di un passo indietro sui finanziamenti resta. "La Regione si era impegnata a sostenere economicamente le frequenze delle tratte universitarie in parallelo al lancio delle agevolazioni under 26 - ricorda l'assessora comunale ai Trasporti, Chiara Foglietta - Siamo pronti a garantire una mobilità capillare e a mandare autobus ovunque sia necessario, ma non possiamo farlo allo stesso delta economico”.