Politica - 03 luglio 2026, 13:02

Fine vita, in Piemonte raccolte oltre 9 mila firme per la proposta Liberi Subito

Coinvolti 197 volontari e autenticatori in 115 tavoli


Prosegue in quattro Regioni la raccolta firme sulle proposte di legge regionali di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promosse dall’Associazione Luca Coscioni per assicurare alle persone che ne hanno diritto procedure certe e tempi compatibili con le loro condizioni cliniche per l’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita (suicidio medicalmente assistito).

Sono complessivamente 35.600 le firme cartacee già raccolte grazie all’impegno di 478 attivisti e autenticatori, impegnati in 459 tavoli di raccolta firme nelle quattro Regioni.

In Lombardia sono già state raccolte 11.544 firme cartacee sulle 5.000 necessarie, grazie a 103 volontari e autenticatori impegnati in 185 tavoli.
In Piemonte sono già 9.635 le firme raccolte sulle 8.000 necessarie, grazie al lavoro di 197 volontari e autenticatori in 115 tavoli.
Nel Lazio le firme raccolte sono già  10.597 sulle 10.000 necessarie, con 68 volontari e autenticatori attivi in 102 tavoli.
In Calabria, infine, sono già state raccolte 3.824 firme cartacee sulle 5.000 necessarie, con il contributo di 110 volontari e autenticatori in 57 tavoli.

La mobilitazione continua in tutte e quattro le Regioni. Resta disponibile la possibilità di  firma digitale  per le persone con disabilità grave che hanno diritto al voto assistito o al voto domiciliare attraverso il sito dell’Associazione Luca Coscioni. Per tutte le altre persone, continua la possibilità di firmare ai banchetti organizzati sul territorio e nei comuni dove sono stati depositati i moduli.

Le proposte “Liberi Subito” chiedono alle Regioni di disciplinare con chiarezza le procedure sanitarie per dare attuazione a quanto stabilito dalla Corte costituzionale, garantendo verifiche tempestive dei requisiti, assistenza nel Servizio sanitario regionale e tempi che non aggravino ulteriormente la sofferenza delle persone malate. Analoga legge è già stata approvata dalle regioni Toscana e Sardegna.

Contro il tentativo in atto in Parlamento da parte del Governo per cancellare i diritti esistenti, ogni firma è un passo per andare nella direzione opposta ed evitare che il diritto all’aiuto alla morte volontaria, riconosciuto dalla Consulta, rimanga solo sulla carta e dipenda dal luogo in cui una persona vive, dalla disponibilità della propria azienda sanitaria o dalla capacità di affrontare da sola percorsi lunghi e incerti.


 

comunicato stampa