Politica - 03 luglio 2026, 09:30

Scorporo Sant'Anna, Valle (Pd) all'attacco: "Fermo al palo, dopo 3 anni ancora tutto da costruire"

Dal Piano strategico 2027-2029 emerge come l'ospedale delle mamme dipenda ancora per laboratori, diagnostica, radiologia ed altri servizi dalla Città della Salute

Lo scorporo del Sant'Anna dalla Città della Salute  è "fermo al palo. Dopo 3 anni è ancora tutto da costruire": ad andare nuovamente all'attacco è il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle. Dal 1° gennaio l'ospedale dedicato alla salute delle mamme è stato accorpato al Regina Margherita. Sul fronte però dell'attuazione concreta del provvedimento, il Piano strategico 2027-2029 dell'OIRM-Sant'Anna riferisce "che le 177 azioni previste dal cronoprogramma di scorporo presentano a "giugno 2026 un avanzamento medio del 18% e che "il 55% delle azioni richiede esecuzione congiunta con CDSS".

"Percorso a rilento"

Leggendo poi le carte, per Valle, emerge un quadro molto diverso dalla narrazione proposta in questi anni dalla Giunta Cirio.  "Il  percorso (di scorporo) - aggiunge l'esponente del Partito Democratico - va a rilento, costoso, incompleto, caratterizzato da fortissime interdipendenze con la Città della Salute e da numerosi passaggi ancora da definire". In primis infatti la Città della Salute non approva il Piano strategico del Sant'Anna, "ma si limita a prenderne atto e specifica addirittura di "riservarsi la condivisione dopo aver completato la valutazione del Piano e dei documenti allegati"". Una formulazione che dimostra come il confronto sul progetto non sia affatto concluso.

"Ancora più significativo - prosegue Valle - è il fatto che gli strumenti fondamentali di organizzazione della nuova Azienda non siano definitivi". Le bozze "di Atto aziendale" e "di Organigramma OIRM Sant'Anna" devono "ancora essere condivise con le rappresentanze interne, sociali e sindacali e successivamente sottoposte al vaglio degli uffici regionali. In altre parole, sono solo le intenzioni della direzione dell'azienda".

Dipendenza dalla Città della Salute

Il dato politicamente e amministrativamente più rilevante riguarda il rapporto con la Città della Salute. Nel piano emerge infatti il Sant'Anna per laboratori, anatomia patologica, diagnostica per immagini, radiologia interventistica, farmacia, ingegneria clinica, sistemi informativi e numerose funzioni amministrative continuerà a dipendere dalla Città della Salute.

"È difficile parlare di vera autonomia -rincara Valle - quando il nuovo assetto continua a fondarsi su una rete così estesa di convenzioni e dipendenze operative. Verrebbe da chiedersi: perché separarsi allora? Sono anni che lo chiediamo, senza risposta".

"A questo si aggiunge un ulteriore elemento di fragilità: il percorso economico-finanziario della nuova Azienda viene costruito sulla previsione di una significativa crescita della produzione sanitaria, sul recupero di attività oggi in difficoltà, sulla mobilità sanitaria attiva e sullo sviluppo di nuove fonti di entrata attraverso grant di ricerca e fundraising. Obiettivi certamente condivisibili, ma che si basano su condizioni ancora tutte da verificare nella pratica" conclude il vicepresidente.