Il blocco dei cantieri causato dalla crisi finanziaria di Italiana Costruzioni Infrastrutture (ICI) e il futuro del prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino approdano in Sala Rossa. L'assessora alla Viabilità, Chiara Foglietta, ha illustrato in aula la situazione dell'infrastruttura, rispondendo a una richiesta di comunicazioni urgenti presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.
Lo stato dell’opera prima del fallimento
Un’opera che in generale ha superato i tre quarti della sua realizzazione complessiva, ma che necessita ancora di circa 34 milioni di euro di lavori per essere dichiarata conclusa. Questo importo rappresenta il valore residuo delle opere che l'appaltatore ICI ha lasciato incompiute tra la tratta sotterranea e le strutture tecniche di superficie.
Il dettaglio dei lotti
Nel dettaglio della linea, il primo lotto che collegherà Fermi a Collegno Centro ha già assorbito gran parte dei 65 milioni di euro di investimento previsti, raggiungendo l'85,45% di avanzamento e lasciando un ultimo miglio di lavori stimato in 9,4 milioni di euro. Più pesante economicamente il secondo lotto, quello che da Collegno si spinge fino a Cascine Vica: a fronte di uno stanziamento complessivo di 77 milioni di euro, i cantieri si sono fermati al 71,12%, con una quota di opere ancora da ultimare pari a 22,2 milioni di euro.
Al conteggio finale mancano poi i nodi logistici del comprensorio tecnico di Collegno. Per l’ampliamento dell’officina manutenzione treni, i lavori sono stati eseguiti per circa il 70%, accumulando un valore residuo di 1,8 milioni di euro. Mentre per il nuovo deposito treni, si parla dell'85,44% della struttura completata e 700 mila euro di interventi mancanti per la chiusura definitiva del cantiere.
Torino si appella a Salvini
Su quei 34 milioni ora Torino prova a chiedere al governo una mano per completare un’opera.
“Il costo di questa vicenda- ha detto Foglietta - non può gravare esclusivamente sui bilanci degli enti locali. Lasciare prive di coperture le maggiori risorse necessarie per completare l’opera significherebbe mettere a rischio un investimento di centinaia di milioni di euro”.
SE e M5S tornano sui “binari" della TAV
Il tema delle risorse ricompone una parte di "campo largo” sulla questione Tav. E così SE e M5S incalzano la Lega di far leva sul ministro Salvini.
"Il governo butta soldi nella Tav - è il commento della capogruppo di Sinistra Ecologista Sara Diena - un progetto nato anacronistico più di trent'anni fa. La stessa destra che ha stanziato per la Tav 800 milioni per la tratta Avigliana-Orbassano oggi non fa niente per questa importante infrastruttura”.
"Un’opera ferma all’80% merita un confronto pubblico che deve arrivare anche a Roma - è l’appello lanciato dal capogruppo del M5S Andrea Russi - La Lega deve pretendere di portare i 30 milioni a Torino. La città lotta per inseguire poche decine di milioni per completare un’opera strategica, ma allo stesso tempo il governo continua a somministrare miliardi alla Torino-Lione di cui non è stato scavato nemmeno un metro finora”.
Ricca: “Non c’è politica in un fallimento”
Di risposta il capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca, ha espresso una netta contrarietà all'ipotesi del centrosinistra di stornare fondi dalla Tav Torino-Lione per destinarli alla metropolitana.
“Una tesi vecchia che i torinesi e i piemontesi hanno già bocciato più volte", ha dichiarato Ricca, rivendicando l'operato del proprio partito che, con un emendamento a firma Maccanti, ha stanziato "8 milioni e mezzo di euro destinati per la Metro 1”.
L'esponente leghista ha inoltre respinto l'attribuzione di responsabilità politiche per il blocco dei lavori: Non c’è politica nel fallimento di un’azienda”. Ma aggiunge: "Se qualcuno, anziché prendersela col ministro, se la prendesse con chi fa i bandi senza le coperture economiche, allora sarebbe tutto più facile anche per la città di Torino”.
Firrao: "Basta orari ridotti”
Il capogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao critica i tempi con il possibile slittamento al 2029.
"Il cronoprogramma e l'andamento dei cantieri non sono stati monitorati con la dovuta attenzione - sostiene - Questo non può giustificare altri tre anni di orari ridotti. L'adeguamento del sistema va concluso al più presto, restituendo ai torinesi un servizio finalmente all'altezza di una città che vuole incentivare il trasporto pubblico.”
Cerrato (PD): “Serve un commissario"
Mentre dai tavoli del Pd il capogruppo Claudio Cerrato chiede un commissario straordinario: “che gestisca con poteri adeguati il completamento dei lavori, garantendo tempi certi e continuità del cantiere”, ma anche "risorse necessarie a coprire i maggiori costi derivanti dal fallimento dell’appaltatore”, che devono arrivare, per l’esponente dem in Sala Rossa, dallo Stato.
Il Cda straordinario di InfraTo
L'attenzione ora si sposta ora sul Consiglio di Amministrazione straordinario di InfraTo, convocato per il 10 luglio per deliberare le prossime mosse legali e operative.