Ogni anno, quando si apre la stagione della dichiarazione precompilata, molte famiglie si accorgono tardi di poter recuperare una parte delle spese funebri sostenute. Per chi ha affrontato un lutto nel 2025, tra le voci da controllare ci sono anche le spese funebri: una detrazione che non cancella il costo del funerale, ma può alleggerire almeno in parte l'imposta dovuta.
Il meccanismo è semplice da capire, meno semplice da ricordare nel momento in cui serve. Il funerale richiede decisioni e pagamenti immediati — spesso in poche ore — mentre il beneficio fiscale arriva solo dopo, in sede di dichiarazione dei redditi. Conoscere le regole in anticipo aiuta a non perdere un'agevolazione già prevista dalla legge.
Quanto si recupera davvero
La detrazione prevista per le spese funebri è pari al 19% dell'importo sostenuto, fino a un massimo di 1.550 euro per ciascun decesso. Il recupero fiscale massimo è quindi di 294,50 euro, come stabilito dall'articolo 15 del TUIR e confermato dall'Agenzia delle Entrate.
Un esempio aiuta a capire meglio. Se la spesa detraibile è stata di 1.000 euro, il beneficio è di 190 euro. Se invece il costo complessivo è stato di 2.000 euro, la detrazione non si calcola sull'intera cifra: il tetto resta fermo a 1.550 euro. Anche con una spesa più alta, il recupero massimo non supera 294,50 euro.
Non si tratta di un rimborso automatico: la detrazione riduce l'IRPEF dovuta nella dichiarazione, nei limiti della propria situazione fiscale.
Se hanno pagato più familiari
Dopo un decesso può accadere che figli, fratelli o altri familiari contribuiscano insieme alle spese. In questi casi il limite non si moltiplica per il numero di persone che hanno pagato.
Se due fratelli sostengono in parti uguali una spesa complessiva di 2.000 euro, ciascuno ha pagato 1.000 euro. Il tetto di 1.550 euro si divide in base alla quota effettivamente sostenuta: ognuno potrà calcolare la detrazione su 775 euro, con un beneficio di 147,25 euro a testa.
Vale la pena saperlo anche per un'altra ragione: la normativa non richiede che chi paga sia parente della persona deceduta. Conta chi ha sostenuto concretamente la spesa e può documentarla.
Cosa controllare nella dichiarazione precompilata
Le imprese funebri comunicano all'Agenzia delle Entrate i dati relativi alle fatture emesse. Per questo le spese funebri possono già comparire nella precompilata, ma la presenza dell'importo non significa che si possa accettare senza verifiche.
Prima dell'invio conviene controllare che la cifra riportata corrisponda alla fattura ricevuta, che la quota attribuita sia quella effettivamente sostenuta e che la ripartizione tra più persone sia coerente. Serve anche conservare fattura, ricevuta e prova del pagamento — che deve essere tracciabile: bonifico, carta di debito o credito, o qualsiasi altro mezzo che permetta di dimostrare la transazione.
Le indicazioni specifiche sono disponibili nella FAQ dell'Agenzia delle Entrate dedicata alle spese funebri nella dichiarazione precompilata. La scadenza per l'invio del 730/2026 è il 30 settembre.
La detrazione aiuta, ma arriva dopo
Recuperare fino a 294,50 euro può fare la differenza, soprattutto quando molte spese arrivano tutte insieme. Ma questo beneficio fiscale interviene in un secondo momento: non cambia l'importo che la famiglia deve affrontare nei giorni immediatamente successivi al decesso.
Per chi deve valutare attentamente la spesa fin dall'inizio, la scelta più utile riguarda il preventivo: capire quali servizi sono inclusi, quali costi dipendono dalle scelte della famiglia e quali voci restano esterne al pacchetto base. Un funerale economico a Torino non significa rinunciare alla dignità del commiato — significa scegliere un servizio trasparente, senza voci nascoste, con l'assistenza necessaria per le pratiche burocratiche.
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