Eventi - 08 luglio 2026, 11:49

Seveso 1976-2026, a 50 anni dal disastro l'Università di Torino dedica una giornata di studi

Il 9 luglio studiosi, giuristi, chimici e specialisti della gestione delle emergenze si confronteranno sull'incidente che ha cambiato per sempre la percezione del rischio ambientale e le politiche di tutela della salute

Appuntamento in rettorato per parlare del disastro del Seveso

Cinquant'anni dopo il disastro di Seveso, uno degli eventi che hanno segnato la storia dell'ambientalismo moderno e della sicurezza industriale, l'Università di Torino promuove una giornata di studi interdisciplinare dedicata a ripercorrerne l'eredità scientifica, normativa e culturale e a riflettere sulle nuove sfide della sostenibilità.

L'appuntamento, dal titolo "Seveso 1976-2026. Dalla crisi della diossina alla risposta tecnologica globale", si terrà giovedì 9 luglio 2026, nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università di Torino (via Verdi 8, Torino), ed è organizzato dall'Ateneo in collaborazione con Sea Marconi, azienda che opera nei settori chiave dell’energia e dell’ambiente.

Il 10 luglio 1976, nello stabilimento chimico Icmesa di Meda, in Brianza, un incidente durante un processo produttivo provocò il surriscaldamento di un reattore chimico e il rilascio nell'atmosfera di una nube contenente TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina), una delle forme di diossina più tossiche conosciute. La nube investì i comuni di Seveso, Meda, Desio e Cesano Maderno, contaminando un'ampia area. Migliaia di persone furono esposte alla sostanza, centinaia vennero evacuate e migliaia di animali furono abbattuti per limitare la diffusione della contaminazione. L'incidente rappresentò uno spartiacque nella gestione del rischio industriale e ambientale, contribuendo alla nascita di una nuova normativa europea sulla prevenzione degli incidenti rilevanti, nota come "Direttiva Seveso".

La giornata di studi nasce proprio con l'obiettivo di rileggere quell'esperienza alla luce delle conoscenze maturate negli ultimi cinquant'anni, mettendo in dialogo competenze provenienti dalle scienze umane, dalla chimica, dal diritto, dalle tecnologie ambientali e dall'intelligenza artificiale. Dagli insegnamenti di Seveso deriva oggi la possibilità concreta di orientare lo sviluppo verso modelli sempre più sicuri e liberi dagli inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants - POPs).

"A cinquant'anni dal disastro di Seveso - dichiara la Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi - il compito dell'Università non è soltanto custodire la memoria di ciò che è accaduto, ma interrogarsi sulle lezioni che quella vicenda continua a consegnarci. Seveso ci ha mostrato che un incidente industriale mette alla prova il modo in cui una comunità governa il territorio, tutela la salute dei cittadini e costruisce la propria sicurezza. Per questo le grandi crisi richiedono conoscenze diverse che dialogano tra loro e una responsabilità condivisa. La memoria, per un'università, non è esercizio del ricordo. È uno strumento di conoscenza che ci permette di affrontare con maggiore responsabilità le trasformazioni del nostro tempo".

Ad aprire la giornata saranno i saluti istituzionali della Rettrice Cristina Prandi, cui seguirà un percorso interdisciplinare dedicato a esplorare l'eredità del disastro di Seveso da prospettive diverse. Dalla memoria collettiva alla ricerca scientifica, dall'evoluzione delle tecnologie di bonifica agli sviluppi del diritto ambientale, fino alle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale e dalla chimica verde, studiose, studiosi e professionisti si confronteranno su come una delle più gravi emergenze ambientali del Novecento abbia trasformato il modo di concepire la sicurezza industriale, la tutela della salute e la protezione dell'ambiente.

Tra gli interventi in programma, lo scrittore Alessandro Perissinotto, docente del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino, ripercorrerà il racconto pubblico del disastro, Silvia Cerlesi e Vander Tumiatti, per Sea Marconi, presenteranno le esperienze maturate nella gestione delle crisi e nella detossificazione chimica e Maria Concetta Bruzzoniti e Luca Rivoira, del Dipartimento di Chimica, illustreranno l'evoluzione della chimica analitica ambientale. L'avvocata Serena Dentico, dello Studio Legale Barosio, approfondirà l'impronta lasciata da Seveso sulla normativa ambientale, mentre Roberta Sapino, docente del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne, proporrà una riflessione sui percorsi di rinascita dei territori colpiti dall'inquinamento. Inoltre, Luca Pezzini del Dipartimento di Studi Umanistici, esplorerà il contributo dell'intelligenza artificiale nella gestione delle emergenze. A chiudere i lavori sarà Giancarlo Cravotto, docente del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco, che delineerà le prospettive della chimica verde e sostenibile verso un futuro libero dagli inquinanti organici persistenti (POPs).

L'iniziativa intende offrire non soltanto un momento di commemorazione, ma anche un'occasione di confronto tra ricerca, innovazione e società. A mezzo secolo da Seveso, la riflessione sul rapporto tra sviluppo industriale, tutela dell'ambiente, salute pubblica e innovazione tecnologica conserva infatti una straordinaria attualità, in un contesto segnato da nuove emergenze ambientali e dalla crescente necessità di coniugare progresso e sostenibilità.

comunicato stampa