Il torinese Carlo Costa e il suo fedele compagno di scalate a quattro zampe, Thor, hanno appena raggiunto il record di venti vette a 4mila metri.
Meglio noto sui social con il profilo 6_zampe_in_montagna, il 32enne originario di Cuorgnè ha iniziato questa avventura sulle nostre montagne cinque anni fa, quando nella sua vita è entrato un cucciolo di lupo cecoslovacco.
“Arrivavo da un periodo veramente brutto - racconta -. Ero reduce da una depressione post covid. Thor mi ha davvero salvato la vita. Non sarei qui a parlare senza di lui”.
Prima di Thor, Carlo non era neanche mai andato in montagna. “Ci vado da quando c’è lui perché cani di questa razza hanno tanti bisogni fisici, bisogna portarli a sfogare. Quando siamo su è per entrambi bellissimo”.
Da qui prima qualche passeggiata nelle zone limitrofe a Cuorgnè, poi piano la scalata delle montagne. “Abbiamo cominciato con i 3 mila e poi siamo passati ai 4 mila. Il tutto grazie all’incontro con Walking Wolf che tra gli altri hanno scalato anche il Monte Bianco. Ci hanno preso sotto la loro ala e li ringrazio tanto per questo”.
Oggi, Thor e Carlo sono arrivati a venti cime raggiunte a 4mila metri d'altezza. “Tecnicamente è un record mondiale, vediamo se il Guinness ce lo riconosce. Nel frattempo andiamo avanti. Ci alleniamo in settimana con delle corse e qualche piccolo dislivello e poi nel weekend in montagna”.
Tra le vette raggiunge anche quella del Gran Paradiso.
“Ad oggi Thor è l’unico cane che è potuto salire legalmente perché l’ex direttore ci ha accordato il permesso. È stata una bella esperienza perché è casa nostra, ma nel complesso per andare in montagna ci atteniamo sempre alle regole dei parchi e a quella del guinzaglio. Quando saliamo Thor è sempre legato a me, lo slego solo quando non ci sono crepacci, perché è pericolosissimo. Se il terreno è impervio, lui sa dove camminare, sa come camminare e non dà fastidio alla cordata. La base l’abbiamo imparata strada facendo, poi avendo a che fare con Walking Wolf, loro ci hanno insegnato come fare”.
Regole che quando si va scala o si esce per una semplice escursione spesso sono ignorate. “Sui profili social ne parliamo spesso, c’è tanta ignoranza. I cani liberi possono spaventare, ma possono anche scappare, è un rischio per il cane stesso. L’anno scorso c’è stato il picco, sono caduti venti o trenta cani in crepacci perché portati in montagna liberi. Si deve imparare a condurre il cane, altrimenti lasciarlo libero è solo come togliersi il fastidio di averlo con sé”.
L’insegnamento tra umano e cane però non è a senso unico, almeno per Carlo e Thor. “Mi ha insegnato il valore della vita e mi ha insegnato a non rimpiangere nulla”.
Prossimo obiettivo sulla cartina? “Il sogno è di arrivare al Monte Bianco. Quest’anno abbiamo dovuto annullare perché i ghiacciai si sono sfatti e ci sono crepacci ovunque, è pericolosissimo. Per questo abbiamo deciso di interrompere, ci riproveremo la prossima stagione”.