Economia e lavoro - 10 luglio 2026, 10:08

Centro per l'impiego di Ciriè, Canalis (Pd): "Numeri in netta crescita e reti territoriali da potenziare"

La consigliera regionale Dem ieri ha effettuato un sopralluogo presso il (CPI), principale attore delle politiche del lavoro di un vasto territorio di 39 Comuni e 120.000 abitanti, che va da Borgaro e Caselle alle valli di Lanzo

Centro per l'impiego di Ciriè

"Accompagnata da Erminia Garofalo e Claudio Malpede di Agenzia Piemonte Lavoro e da Roberto Innarella, direttore del CPI di Ciriè, ho visitato la reception e gli uffici del Centro per l’Impiego, constatando la grande capacità organizzativa sviluppata in questi anni dai 21 operatori, che ha consentito nel 2025 di prendere in carico 2.854 persone con il programma del PNRR GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) e 214 persone extra GOL (nel 2024 le prese in carico erano nettamente inferiori: 1.849). Nel solo primo trimestre 2026, sono state prese in carico 821 persone, a conferma del trend in ulteriore crescita. Questi numeri non testimoniano tanto un’impennata della disoccupazione, quanto un aumento della presa in carico da parte del CPI". Così Monica Canalis, consigliera regionale Pd e 
vice presidente commissione lavoro ed attività produttive del Consiglio regionale.

(La “presa in carico” è l’atto con cui il CPI assume in carico la persona, attraverso la sottoscrizione di un Patto di Servizio Personalizzato (PSP). Con questo atto il CPI matura la responsabilità di accompagnare la persona disoccupata nel suo percorso verso il (re)inserimento lavorativo, con un’attività di orientamento e indirizzo che è un vero e proprio LEP-Livello essenziale delle Prestazioni. Non è un semplice atto amministrativo quindi, ma l’avvio di una relazione strutturata e continuativa tra l’operatore e l’utente, con l’attivazione di servizi e il monitoraggio periodico degli impegni assunti).
Al 31 marzo 2026 gli individui occupati, sul totale (297.016) di quelli presi in carico in Piemonte con il programma GOL, erano il 42,3 %. Da quando è partito questo programma del PNRR, quindi, quasi la metà delle prese in carico si è trasformata in un inserimento lavorativo, e il CPI di Ciriè non si discosta da questa media regionale.
Un altro riverbero positivo del PNRR è di carattere infrastrutturale: con questi fondi europei sono state potenziate le dotazioni informatiche del CPI di Ciriè ed è stata fatta la manutenzione degli impianti elettrici, termici, antincendio e della climatizzazione, con notevole beneficio per gli utenti e gli operatori, che oggi godono di ambienti idonei e sicuri (il CPI è ospitato in locali di proprietà privata, presi in affitto dal comune di Ciriè).

Per quanto riguarda i servizi alle imprese, nel corso del 2025, il CPI di Ciriè ha offerto 1.103 servizi alle imprese per un totale di 403 imprese servite, con un rilevante numero di visite nelle sedi aziendali.
Prosegue la consigliera Monica Canalis: «A fronte di questa accresciuta capacità del CPI di Ciriè di intercettare sia le persone in cerca di lavoro sia le imprese in cerca di lavoratori, mi pare che l’aspetto da potenziare sia quello delle reti territoriali. Solo il lavoro in rete con gli altri soggetti del territorio (i comuni, il consorzio socio assistenziale, il distretto sanitario dell’Asl, il CPIA per l’istruzione degli adulti, le agenzie di formazione professionale, gli Enti del Terzo Settore, i SAL - Servizi Al Lavoro) può offrire ulteriori strumenti, per dare risposte anche all’utenza più fragile e meno collocabile (persone con disabilità o di origine straniera, persone con problemi di salute mentale o di età avanzata…). Le prese in carico sono un primo passo fondamentale per intercettare i disoccupati ma necessitano delle reti territoriali per dare risposte a quel 57% di profilati “più fragili” o “più difficilmente abbinabili”, che non sono ancora inseriti nel mondo del lavoro.
Si prenda spunto dall’ottima collaborazione del CPI di Ciriè con il consorzio socio assistenziale in materia di assistenza familiare (10 “badanti” collocate in circa un anno di convenzione tra i due enti, senza costi di intermediazione a carico delle famiglie) per rilanciare altre collaborazioni e rafforzare il coordinamento territoriale, approfittando della coincidenza geografica tra il bacino del CPI, il consorzio socio assistenziale CIS e il distretto sanitario Ciriè-Lanzo. Occorre anche dedicare più energie al raccordo con le aziende, aumentando le visite presso le loro sedi. Solo un CPI veramente integrato nel tessuto sociale, scolastico, formativo ed economico può riuscire a dare risposte anche alle situazioni più complesse. Terrò conto dell’esperienza del CPI di Ciriè per limare la mia proposta di legge sulle assistenti familiari, che sto per depositare in Consiglio regionale".

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