Attualità - 13 luglio 2026, 15:10

Presunto abuso edilizio, richiesta di risarcimento Imu e polemiche: a rischio il futuro della Fondazione Giorgio Amendola

I consiglieri di Fratelli d'Italia Enzo Liardo e Ferrante De Benedictis ricostruiscono una vicenda lunga e complessa

Un abuso edilizio, al momento sanato, oltre alla richiesta di risarcimento Imu da parte dei condomini rischia di mettere fine alla Fondazione Giorgio Amendola nei suoi attuali spazi in Barriera di Milano. La vicenda è lunga e complessa: a cercare di sbrogliare i fili i consiglieri di Fratelli d'Italia Enzo Liardo e Ferrante De Benedictis. 

Nel 2001 in via Tollegno 52 viene costruito il condominio, dove al pianterreno nelle aree comuni trova casa l'ente del Terzo Settore e l'associazione lucana Carlo Levi. Si tratta di una possibilità prevista dal piano pilotis, che fissa una condizione precisa: non possono essere fatte delle costruzioni fisse. Tradotto posso organizzare un assemblea o compleanno, ma poi portare via i tavoli e sedie. 

Richiesta di sanatoria

Vengono inizialmente costruiti dei muri, però nel tempo la Fondazione Amendola diventa un ente culturale radicato nel territorio. Si aggiungono così un bagno, sale riunioni ed una biblioteca, che entra anche a far parte del circuito comunale:  uno spazio ogni anno frequentato da centinaia di persone e bambini. E così nel 2008 Prospero Cerabona - in qualità di amministratore di condominio, presidente dell'Ente e della cooperativa che ha realizzato il palazzo - presenta richiesta di sanatoria. "Il Comune nel 2021, - chiarisce De Benedictis - a distanza di ben tredici anni, dà il doppio diniego per mancanza di conformità urbanistica ed edilizia". 

Nel frattempo Palazzo Civico fa una serie di accertamenti nel condominio, al termine dei quali chiede 45mila euro di Imu per l'uso dell'area pilot. Una cifra poi ridotta a 38mila, che i condomini si rifiutano di pagare. Per questo nel 2024 i residenti al civico 52 hanno avviato una causa civile tramite cui chiedono all'ETS, oltre al saldo della tassa comunale, di liberare i locali in comodato gratuito fino al 1° ottobre 2043 e di riportarli allo stato originario prima della restituzione. 

Ma non è l'unico percorso giudiziario. Il 9 giugno 2025 Cerabona, in qualità solo più di comodatario dei locali e non più amministratore, presenta una seconda richiesta di sanatoria. Il 6 aprile 2026, in base alla nuova legge Salvini sulla casa, Palazzo Civico dà il via libera.  Un assenso che non convince nove condomini, che presentano ricorso al TAR per l'annullamento. A spiegare le motivazioni è l'avvocato Bellino: "Questa richiesta può essere fatta solo dai proprietari, non dal comodatario: è stata presentata senza che gli abitanti del palazzo sapessero nulla". 

L'accusa

"Parrebbe - accusa Liardo - che si tratti di un grave abuso edilizio commesso da Prospero Cerabona, presidente dell'ETS ma anche ex consigliere per due mandati con il centrosinistra.  Il sindaco Stefano Lo Russo è poi membro onorario del Comitato Scientifico della Fondazione".  Una vicenda ricostruita da De Benedictis, che il 6 marzo scorso ha presentato agli uffici dell'Urbanistica ed Edilizia richiesta di accesso agli atti. 

La replica

A replicare gli uffici comunali, che hanno chiarito come "il responsabile dell’abuso la possibilità di richiedere la sanatoria delle opere realizzate in difformità dal titolo edilizio". E sul via libera concesso nel 2024, alla luce del Decreto Salvini, aggiungono: "Opere che in passato potevano non risultare sanabili possono oggi essere valutate diversamente alla luce della normativa sopravvenuta, in applicazione della disciplina vigente al momento della presentazione dell’istanza".

Cinzia Gatti