Nella notte i muri di Torino, da Quadrilatero ad Aurora, si sono ancora una volta ricoperti dei manifesti colorati di Extinction Rebellion. "Questo caldo è una scelta" e "Questo caldo è stato gentilmente offerto da Governo e Regione Piemonte" sono alcune delle scritte che sono comparse nella notte. "Un modo per portare l'attenzione non solo sul caldo asfissiante che da settimane attanaglia l'Europa, ma anche sulle responsabilità politiche e sulle conseguenze sulla vita delle persone" afferma Extinction Rebellion.
Le ultime settimane hanno infatti mostrato che in Piemonte il caldo estremo non è più un’eccezione. La terza ondata di calore, dopo quelle di maggio e di fine giugno, si è abbattuta in questi giorni sulle nostra regione, con picchi previsti oltre i 40°C, mentre l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha dichiarato un'emergenza sanitaria in tutta Europa, con aumento di accessi al pronto soccorso e morti per il caldo. Le dichiarazioni e del Presidente del Senato Ignazio La Russa "Ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che morirermo" e dell'assessore all'Ambiente Matteo Marnati "Invito tutti a seguire alcune semplici precauzioni, prestando particolare attenzione alle persone più fragili", sono state criticate da molti osservatori, tra cui il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, poiché minimizzerebbero la gravità della situazione, sottovalutando il disagio e la sofferenza della popolazione.
Nell’ondata di caldo di fine giugno a Torino è stato rilevato, per gli ultimi dieci giorni del mese, un incremento del 35% dei decessi, in particolare tra gli over 65, pari a 83 persone che hanno perso la vita. Inoltre, uno studio dell’Istat sui dati del 2025, evidenzia come il caldo a Torino non colpisca tutti allo stesso modo. Tra la collina e alcune zone periferiche, come Mirafiori Sud, si registrano differenze di temperatura al suolo che superano i 15 gradi, il divario più elevato rilevato in Italia.
"Queste ondate di calore, così intense e prolungate, rendono finalmente ovvio che la crisi ecoclimatica è una tragica realtà - dichiara Alan - Il dibattito pubblico si sta però concentrando sulla mitigazione delle temperature in città, mentre le cause e le responsabilità politiche sembrano passare in secondo piano: dipendenza dalle fonti fossili, consumo di suolo, infrastrutture urbane che moltiplicano il calore, investimenti in modelli produttivi inquinanti, ritardi sistematici nell'adattamento delle città".
Sotto accusa è quindi la politica energetica del Governo che privilegia le fonti fossili, potenziando le importazioni di metano liquido da Stati Uniti e Qatar e rimandando al 2038 la chiusura della centrali a carbone, programmata per il 2025 e quindi ritardandola di 13 anni. Per quanto riguarda il Piemonte, il 52% dell'energia elettrica deriva dalla combustione di gas metano e gli investimenti e il sostegno a industrie dal grande impatto ambientale e fortemente energivore, come quella dello sci, sono consistenti: 50 milioni con il Bando Neve del 2025.
"Il caldo estremo è parte di una crisi climatica che accentua l’ingiustizia sociale, quando gli effetti vengono scaricati su chi ha meno risorse per affrontarli. La scelta, adesso, è tra continuare a lasciare che il caldo peggiori la nostra vita oppure cambiare rotta, seguendo la scienza e costruendo città più vivibili, verdi, giuste e capaci di proteggere tutte e tutti" dichiara Extinction Rebellion.