Cronaca - 14 luglio 2026, 11:26

Nuovo furto alla Cittadella Nida di Falchera: "Di giorno costruiamo, di notte ci rubano tutto"

Ennesimo colpo nel cantiere del centro dedicato alle famiglie con bambini gravemente malati: "La sicurezza continua a mancare"

Il varco da cui sono entrati i ladri

Un altro furto, l'ennesimo, ai danni della cittadella Nida "Bea e Stefania" di Falchera. La scorsa notte ignoti sono entrati nel cantiere di via degli Ulivi portando via materiale elettrico, componenti idraulici e attrezzature indispensabili per proseguire i lavori. Un episodio che non rappresenta un caso isolato ma l'ultimo di una lunga serie.

A denunciare quanto accaduto è sempre Walter Galliano, capitano della Nida, che attraverso i social ha affidato il proprio sfogo a parole cariche di amarezza. "Di giorno noi montiamo gli impianti, di notte se li rubano", scrive Galliano, sintetizzando una situazione che da tempo attanaglia l'area della futura cittadella dedicata ad accogliere e sostenere famiglie con bambini gravemente malati.

Da quando l'associazione è attiva a Falchera i furti si sono moltiplicati. Un conto che, ammette Galliano, ormai è impossibile tenere. Ogni episodio comporta nuovi costi, rallentamenti nei lavori e la necessità di reperire nuovamente materiali già installati.

L'accusa: "Sulla sicurezza nulla è cambiato"

Lo sfogo non si limita però al furto appena subito. Dito puntato contro la cronica mancanza di sicurezza nell'area e contro i mancati interventi "per fare sì che ciò non si ripetesse". Nel mirino finiscono anche gli adempimenti burocratici che, secondo il capitano della Nida, continuerebbero ad assorbire tempo e risorse proprio mentre il progetto è costretto a fare i conti con i danni provocati dai ladri.

"La burocrazia cerca il pelo nell'uovo per farci perdere tempo, dopo tutto quello che ci hanno già fatto perdere", afferma.

"Qui sta nascendo un luogo di speranza"

La Cittadella Nida - è noto - nasce con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per le famiglie dei bambini gravemente malati, offrendo accoglienza e servizi in un luogo che per anni era rimasto inutilizzato.

Proprio per questo, secondo Galliano, ogni furto assume un significato che va oltre il danno economico. "Forse era meglio quando quel posto era una discarica invece che provare a farlo diventare un centro di speranza", attacca provocatoriamente. E quella che emerge è la delusione per una situazione che rischia di compromettere un progetto dal forte valore sociale.