Un attacco frontale, dati alla mano, quello che il Partito Democratico lancia alla Giunta Cirio sulla gestione della sanità piemontese. Al centro della polemica non c'è solo il caos sulle assunzioni del personale sanitario, ma anche un documento interno shock che definisce i target di riduzione dei costi operativi per le singole Asl e Aso, per un buco complessivo che sfiora i 304 milioni di euro.
Valle: “Cirio prometteva 2.000 medici e infermieri, siamo a mille. E ora si blocca tutto”
“Oggi l’assessore Riboldi ha tentato l’impossibile: difendere la bontà della lettera con cui, la scorsa settimana, la Giunta ha di fatto bloccato le assunzioni nella sanità piemontese - dichiara Daniele Valle, consigliere regionale PD e vicepresidente della IV commissione Sanità -. Chiedere oggi alle Asl, a tre anni dal lancio del piano straordinario, di verificare le procedure in corso e la coerenza della spesa è l'ammissione di un fallimento. Il controllo della spesa e dei servizi è mancato fino ad oggi: i buoi sono già scappati dalla stalla e per questo si blocca tutto”.
“I dati della Regione - prosegue Valle - presentano scostamenti significativi rispetto alle rilevazioni ufficiali di AGENAS. Ma anche prendendo per buone le slide della Regione, dal giugno 2023 al marzo 2026 il personale sarebbe aumentato di 2.260 unità (con un anno di ritardo sugli annunci). Il diavolo però si nasconde nei dettagli: medici (+630) e infermieri (+393) insieme rappresentano appena 1.023 unità, meno della metà del totale (il 45%). Il resto sono altre figure. A questo si aggiungono squilibri territoriali inaccettabili: mentre l'Asl Città di Torino cresce di 445 unità, l’Asl di Alessandria sprofonda a -45 unità (pari a -11 dipendenti ogni 100.000 residenti). Non c’è stato un governo della sanità, ma una rincorsa disordinata tra le aziende”.
Pentenero: “Spunta una scure da oltre 304 milioni sulle spalle dei cittadini”
Ad affondare il colpo è la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Gianna Pentenero, che rivela i dati del piano di rientro e dei tagli imposti alle aziende sanitarie piemontesi, con riduzioni verticali dei costi operativi che colpiscono duramente realtà come l'Asl TO4 (-69,1 milioni), la Città della Salute di Torino (-42,8 milioni), l'Asl di Novara (-23,7 milioni) e l'Asl di Alessandria (-23,5 milioni).
“I numeri non mentono - attacca Gianna Pentenero -. Come si può pensare di sottrarre oltre 304 milioni di euro dai bilanci delle nostre Asl e Aso senza abbattere la qualità delle prestazioni e senza spingere i cittadini verso il privato o verso la rinuncia alle cure? L'Assessore non può trincerarsi dietro slogan ottimistici sulle assunzioni generali quando, contemporaneamente, impone alle direzioni generali una scure economica di queste proporzioni”.
“La verità dietro il blocco delle assunzioni della scorsa settimana è finalmente svelata - conclude Pentenero -: la Regione è in pieno affanno finanziario e sta scaricando i tagli direttamente sui territori, costringendo i direttori generali a fare cassa sul personale e sui servizi. Più di 69 milioni di tagli alla TO4, quasi 24 milioni a Novara e Alessandria, 23 milioni alla Città di Torino: cifre mostruose che certificano il baratro in cui la Giunta Cirio sta trascinando la sanità pubblica piemontese”.
La domanda dei piemontesi
Resta una domanda di fondo che Daniele Valle gira direttamente alla Giunta: “se davvero il personale è aumentato e i conti sono in ordine, perché le liste d'attesa continuano a essere fuori controllo? Perché i pronto soccorso restano intasati e i piemontesi faticano a trovare un medico di base o una visita specialistica? I numeri della Giunta possono essere impressionanti sulla carta, ma la vera misura del successo è il servizio percepito dai cittadini. E oggi quel miglioramento, purtroppo, non si vede”.