Mesi di trattative tra le due parti non sono serviti a colmare la distanza sull'ingaggio, mettendo così fine a un'avventura sotto la Mole durata quattro anni e mezzo.
Il dirigente bianconero Giorgio Chiellini ha confermato l'addio, dicendosi amareggiato per l'epilogo ma comprensivo nei confronti della posizione del giocatore. Ha inoltre precisato che le pretese economiche di Vlahovic rendono improbabile una sua permanenza in Italia, un'osservazione quanto mai azzeccata considerata la mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League. Se volete scommettere sulla Juventus l'anno prossimo, mentre si adatta alla vita senza Vlahovic, potete utilizzare un codice promozionale Snai per iniziare.
Il quadro economico
Vlahovic era approdato alla Juventus dalla Fiorentina nel gennaio 2022 per una cifra intorno ai 70 milioni di euro più bonus, diventando uno degli attaccanti più pagati nella storia del club. Saluta con un bottino di 68 reti in 168 presenze tra tutte le competizioni, un rendimento che lo ha consacrato tra i centravanti più prolifici della Serie A durante la sua parentesi torinese.
La rottura si è consumata sul nodo ingaggio. Secondo indiscrezioni, Vlahovic chiedeva circa 8 milioni di euro a stagione per prolungare, mentre il CEO Damien Comolli non si è smosso dall'offerta del club di circa 6 milioni più bonus legati al rendimento. Nessuna delle due parti ha fatto un passo indietro, portando alla chiusura definitiva delle trattative.
Perdere Vlahovic a parametro zero rappresenta un duro colpo per le casse della società. L'incasso di un cartellino nella sessione estiva avrebbe in parte finanziato il budget per il mercato; ora, invece, il club si ritrova a caccia di un sostituto senza quel "tesoretto", in un momento in cui la mancata qualificazione in Champions ha già ridotto all'osso le risorse.
Un'avventura in chiaroscuro a Torino
Vlahovic era arrivato come l'erede designato di Cristiano Ronaldo, e le prestazioni iniziali avevano confermato le aspettative, con l'attaccante a segno con impressionante regolarità nelle sue prime stagioni complete in bianconero. Inserito tra i migliori attaccanti della Serie A nel 2024, la sua abilità nel gioco aereo e il suo cinismo sotto porta ne avevano fatto il terminale offensivo di riferimento della Juventus.
Le annate successive si sono rivelate più in salita. Gli infortuni ne hanno limitato l'impiego, su tutti un fastidio alla coscia che lo ha costretto a sole 19 presenze in Serie A nel 2025-26. Sono inoltre aumentati gli interrogativi sulla sua continuità realizzativa, nonostante i lampi di classe, tra cui spiccano le tre reti in quattro partite di Champions in questa stagione. Un'annata senza trofei, chiusa al sesto posto in campionato, fa da sintesi a un percorso che non ha mai mantenuto del tutto le promesse iniziali.
Caccia al sostituto
L'area sportiva della Juventus si ritrova ora con una vera e propria voragine al centro dell'attacco in vista della nuova stagione. Secondo le voci di mercato, Loïs Openda e Jonathan David sarebbero stati valutati e successivamente scartati dallo staff tecnico, lasciando la "Vecchia Signora" ancora orfana del suo prossimo numero nove.
Al netto di questi due nomi, non è emerso nulla di concreto sull'obiettivo prioritario della dirigenza. Considerati gli attuali vincoli di bilancio, la pista low-cost o del mercato degli svincolati appare più probabile rispetto a un altro investimento oneroso, sebbene da parte della società non sia trapelata ancora alcuna indicazione sulla rotta da seguire.
Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.