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Politica | 21 luglio 2026, 15:10

Liste d'attesa, in Piemonte migliorano tempi per visite ed esame. Valle (Pd) all'attacco

Il dem evidenzia: "Nostra Regione è ancora nella metà bassa della classifica italiana”

Liste d'attesa, in Piemonte migliorano tempi per visite ed esame. Valle (Pd) all'attacco

In Piemonte, così come in altre regione italiane, nei primi sei mesi 2026 migliora il rispetto dei tempi per visite ed esami. Lo indica il primo Bollettino trimestrale sull'andamento delle liste di attesa predisposto da Agenas, elaborato tramite la nuova piattaforma nazionale di monitoraggio, che consente di seguire mese per mese e Regione per Regione i tempi di attesa per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici. 

Prime visite ed esami diagnostici

Analizzando il trend, tra il primo semestre 2025 e il 1 semestre 2026 per quanto riguarda le prime visite si evidenzia un buon andamento nella maggior parte delle Regioni. In quest'ambito rientra anche il Piemonte, che garantisce il rispetto dei tempi nel 71.5% dei casi, collocandosi così al sedicesimo posto.  Piuttosto simile anche la situazione legata agli esami diagnostici. Il Piemonte registra una performance migliore, rispetto i tempi nell'81.7% dei casi, piazzandosi così al dodicesimo post.

Valle (Pd): "Piemonte ancora metà bassa classifica italiana"

 Invita a tenere alta l'attenzione il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle: “L’aumento del numero di visite ed esami non riesce a rispondere alla crescita della domanda di salute di una popolazione che invecchia, convive sempre più spesso con patologie croniche ed esprime esigenze e aspettative crescenti".

"Il Piemonte - prosegue il dem - si colloca poi al 16° posto in Italia per il rispetto dei tempi delle prime visite specialistiche e al dodicesimo posto per gli esami diagnostici. Non stiamo parlando di una regione ai vertici, ma di una realtà che continua a inseguire le migliori esperienze del Paese. Guai quindi a scambiare qualche timido miglioramento per la soluzione del problema".

“Per affrontare davvero la questione serve un cambio di passo nazionale. Il Governo Meloni deve smettere di considerare la sanità una voce di spesa e riconoscerla per quello che è: la vera emergenza del Paese. Nella prossima legge di bilancio servono risorse aggiuntive per il Servizio sanitario nazionale, per assumere personale, aumentare l’offerta di servizi e garantire ai cittadini il diritto costituzionale alla cura" conclude Valle.

Cinzia Gatti

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