Gusto e Gusti - 22 luglio 2026, 06:00

Casa Carnera: una cucina da precisare in un contesto che punta in modo evidente all’eleganza

Luci soffuse, design ricercato, cromatismi in cui a prevalere sono il rosso e il nero finiscono col creare un’attesa destinata al momento a non trovare, nei piatti e nelle etichette, il riscontro che ci si aspetterebbe

Entrando a Casa Carnera, in una calda serata di fine giugno, mi sono ritrovato immediatamente immerso in uno spazio che – con le sue luci soffuse, i suoi cromatismi in cui a prevalere risultano complessivamente il rosso e il nero, le sue suggestioni legate a fotogrammi di attori dell’epoca d’oro del cinema americano – esibiva un’evidente volontà di distinguersi. Ed era quest’ultima a trovare conferma nel pavimento in legno, nella volta a mattoni, nelle comode poltroncine chiare, nei tovaglioli in tessuto (pur in assenza di tovaglia o sottopiatto). E tuttavia questo scenario mi è sembrato un po’ fine a sé stesso, visto che i piatti che via via sono arrivati in tavola dalla cucina mi sono sembrati mancare di quella verve che mi sarei atteso in un contesto come questo. 

Una cucina ancora tra alti e bassi

A colpirmi, nello scorrere il menu, è l’utilizzo di carni dalle provenienze geografiche piuttosto eterogenee: dalla Spagna al Giappone, dalla Francia all’Argentina, dalla Polonia fino a contesti più direttamente legati all’Italia e al Piemonte. Perché dunque, trattandosi di uno steak restaurant, non condividere con chi mi accompagna la Degustazione di tartare “Il giro del mondo”? La varietà che mi aspettavo da questo piatto è però proprio quel che ad esso è mancato: le tre carni, segnalate dal nome del piatto come allevate in aree diverse del mondo (Piemonte, Spagna, Asia), risultavano certo tutte di buona qualità, sebbene le modalità di presentazione di ciascuna di esse finissero con l’impedire di coglierne proprio le differenti peculiarità. 

Centrale e indiscutibilmente ottima, anche nei primi, la carne: sia quella utilizzata per condire i buoni Spaghetti freschi alla chitarra con ragù di Rubia gallega 

sia quella del ripieno – a me parso un po’ stopposo – e dalla pasta inevitabilmente troppo spessa del Gran plin di Wagyu Casa Carnera fatti a mano.

 Nemmeno la cottura al Josper del Polpo alla galiziana, dalla consistenza poco elastica e un po’ gommosa, mi ha convinto del tutto, 

mentre ho apprezzato – senza se e senza ma – il Filetto di Fassona garronese, appena scottato e capace nella sua essenzialità di lasciar emergere il gusto chiaro e ben distinguibile della carne. 

Qualche perplessità, infine, me l’hanno sollevata anche i dolci: il buon Gelato artigianale, accompagnato però da bugie incapaci di valorizzarlo e il più riuscito Bunet della tradizione, servito con dulce de leche e frutta alla brace a cui mancava però proprio la forza del bbq.


 

Capitolo vini: tutto da rivedere

Nulla da dire sul servizio: cortese, professionale, attento ai dettagli. Però con un serio problema, legato al capitolo vini. Intanto per quanto riguarda la carta: interessante nelle etichette, la maggior parte delle quali però esaurite e correttamente dichiarate tali. Ma non è tutto, visto che anche il vino che scelgo, e che risulterebbe disponibile, di fatto – mi viene comunicato spiegandomi che la carta è in via di rifacimento – non lo è. Che cosa fare se non rinunciare a scegliere e affidarsi al sommelier? Il quale tuttavia porta in tavola un vino rosso… decisamente non alla giusta temperatura. E se la cosa, tenuto conto delle alte temperature della stagione, appare comprensibile, assai meno comprensibile invece è il dover essere io a richiedere che mi sia portata al tavolo una glacette per raffreddarlo e renderlo così bevibile. Non proprio il massimo per un locale che la cui indubbia pretesa – e basta entrare per capirlo – è quella di distinguersi.


 

Casa Carnera 

Tipologia locale: Ristorante 
Indirizzo: Corso Moncalieri, 5 - Torino
Tel: (+39) 379 1285944 

Sito Web: www.casacarnera.it 

Prezzi: antipasti (16-34€), 6-13€), primi (16-22€), secondi (24-75€), contorni (8-14€), coperto (4€); menu: degustazione Casa Carnera (70€), degustazione dall’orto alla brace (50€)

Ultima visita: giugno 2026
Sensazioni al volo: Un locale dall'atmosfera curata e mirata a distinguersi, che però non ha ancora trovato il giusto ritmo in cucina e in sala, lasciando alla fine la sensazione di un potenziale ancora tutto da giocare. E, qualora la sfida venga presa sul serio, con tutte le carte in regola per giocare una buona partita. 

Piergiuseppe Bernardi