Torino cerca l'assist di Roma per ottenere il titolo di Capitale Europea della Cultura 2033. L'occasione è stata l'Assemblea Federcultura 2026 svoltasi ieri nella Capitale, dove l'assessore Rosanna Purchia ha incontrato il ministro Alessandro Giuli. "È stata - ha spiegato - l'occasione per lanciare un appello per Torino: la preparazione della candidatura va avanti e procede in silenzio".
"Torino partecipa per vincere"
Il bando del Ministero della Cultura per la candidatura italiana dovrebbe essere pubblicato entro fine 2026. "Il lavoro - ha aggiunto Purchia - è iniziato due anni fa: ora dobbiamo patrimonializzarlo". "Credo che nessun città italiana, nostra competitor, sarà pronta come noi. È chiaro che Torino partecipa per vincere: tutti gli stakeholders si sono uniti attorno a questa candidatura. Il lavoro messo a terra ha senso per il futuro della nostra città, che sta cambiando" ha chiosato.
A prendere la parola poi Agostino Riitano, direttore della candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Alla costruzione del progetto hanno lavorato 619 persone tra artisti e professionisti, appartenenti a 219 enti ed istituzioni, di cui 128 nel capoluogo.
"Attendiamo - ha spiegato - da parte del Ministero la pubblicazione dell'avviso, che pensiamo avverrà entro la fine del 2026". Da quel momento le città potranno esporre i propri dossier, con una deadline prevista tra fine estate/autunno 2027. Oltre al capoluogo, stanno lavorando per candidarsi Siracusa, Norcia e Viterbo con la Tuscia".
Le prossime tappe
Verrà fatta quindi una short list entro fine 2027: per la primavera 2028 verrà fatta la seconda selezione. "Analizzando le candidatura delle ultime città vincitrici - ha spiegato Riitano - si nota che si tratta di città di piccole dimensioni, 50-80mila abitanti", quindi con una dimensione ben diversa rispetto a Torino.
Il progetto elaborato dal capoluogo piemontese, come chiarito dal direttore, "sarà un documento molto più vicino che ad un piano strategico che ad un palinsesto di eventi culturali".