"Il giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Piemonte certifica che, nonostante i conti siano in ordine, i ritardi nei pagamenti al Terzo Settore e alle Istituzioni Sociali Private sono sistematici, e mettono a rischio la continuità dei servizi essenziali. Ritardi legati a problemi strutturali di cassa, ovvero alla persistente carenza di liquidità della gestione ordinaria della Regione, e a scelte di priorità nei flussi di uscita. È stata la stessa Regione ad ammettere che i pagamenti seguono una scala di priorità, che penalizza i soggetti non commerciali. Insomma, i soldi saranno pochi, ma c’è anche una scelta politica della Giunta Cirio di “posticipare” i pagamenti al Terzo settore. Pertanto, va bene compiacersi per la parificazione, ma Cirio ascolti le indicazioni della Corte dei Conti: eliminare il ritardo sistematico nei pagamenti non commerciali e introdurre i correttivi necessari, affinché l’incertezza dei flussi regionali non mini la stabilità finanziaria delle istituzioni sociali private e si traduca in un danno permanente per il sistema di welfare piemontese". Lo afferma la consigliera regionale Monica Canalis (PD).
"La precedenza assoluta viene data dalla Regione ai mutui, alle spese di personale, alle spese di natura commerciale (fatture verso fornitori) e ai trasferimenti verso il conto sanitario. I pagamenti verso il Terzo settore (insieme a quelli verso gli enti locali) rientrano tra le “altre spese”, che vengono sistematicamente posticipate. Mentre la Regione risulta tempestiva nel pagare i debiti commerciali (con un indicatore di tempestività medio di -13 giorni), la situazione è opposta per i debiti non commerciali, categoria che include gran parte dei contributi e dei trasferimenti al Terzo settore. Questo meccanismo ha generato un accumulo di residui passivi (debiti da pagare) in aumento rispetto all’anno precedente. Oltre alla mancanza di fondi, i ritardi sono talvolta alimentati da complessità burocratiche specifiche di certi capitoli di spesa, in particolare istruttorie lunghe (per i contributi a istituzioni sociali private, la Regione ha segnalato che i tempi si allungano a causa della necessità di gestire numerose richieste di integrazione documentale, poiché spesso i soggetti beneficiari sono “amministrativamente non strutturati”) e rallentamenti nelle liquidazioni (molte pratiche di liquidazione avviate a fine 2025 si sono concluse solo nei primi mesi del 2026 per i tempi materiali necessari alle verifiche amministrativo-contabili). La Corte dei Conti ha espresso la preoccupazione per il fatto che la Regione non abbia annunciato misure correttive per migliorare strutturalmente la liquidità e accelerare i pagamenti verso i soggetti Terzo Settore, mettendo così a rischio il loro funzionamento ordinario e la loro capacità di investimento. Un monito netto e preciso che Cirio e Marrone farebbero bene ad ascoltare. Il Terzo Settore non può essere usato sistematicamente per tappare i buchi della Pubblica Amministrazione in campo sanitario, sociale, educativo, sportivo e culturale per poi essere messo in fondo alla lista quando si tratta di effettuare i pagamenti. Molti enti rischiano seriamente di chiudere, dopo aver fatto tanto per il nostro territorio ed aver anticipato le spese contando su pagamenti puntuali. Il Terzo settore è in realtà “primo” quando si tratta di soccorrere le fragilità e rafforzare i legami di comunità. Sia primo anche nei pagamenti della Giunta Cirio!".